domenica 15 dicembre 2013

Il pino cirmolo (3/5) - Zirbelkiefer

Per realizzare questa "medicina empirica" servono alcune pigne di cirmolo. Verso fine luglio e tutto agosto se per caso passeggiate nel bosco e scorgete dei cirmoli guardate attentamente il sottobosco cercando di individuare le pigne di cirmolo. Sono particolari per via del loro colore viola azzurrino e dalla forma tipicamente a uovo. 
Cercando queste pigne ricordatevi che siete in competizione con gli scoiattoli per via dei pinoli nascosti nel cuore della pigna, senza dimenticare tutti gli uccelli selvatici che ne sono altrettanto ghiotti. 
Raccogliete 3 - 4 pigne di cirmolo, pulitele per bene e mettetele in un contenitore con 1 litro di grappa lasciandole a macerare per circa 45 giorni.

Trascorso il tempo indicato travasate e filtrate la grappa servendovi di una garza a maglia finissima, aggiungete tre o quattro cucchiai di miele e mezzo bicchiere di zucchero appena caramellato; mescolate accuratamente  fino a completo scioglimento degli ingredienti. Il liquore è pronto.
In tempi andati, quando il dottore e le medicine erano cosa  rara, la grappa di cirmolo riscaldata a "bagno maria" si utilizzava come “calmante” per la "tosse", un bicchierino al bisogno o alla sera prima di coricarsi.

Die Zapfen der Kiefer können wir in den Wäldern oberhalb von 1300 Meter über dem Meeresspiegel, wo offensichtlich gibt es Kiefern Pinien finden, nur genau hinsehen, um das Unterholz gegen Ende Juli und den ganzen August. Sind besondere wegen ihrer Farbe und Form in der Regel bläulich lila Ei. Bei der Suche nach diese Kegel erinnern, dass Sie mit den Eichhörnchen wegen der Pinienkerne im Herzen der Tannenzapfen versteckt, ganz zu schweigen von all den Wildvögeln, die genauso gierig konkurrieren. 

Nehmen Sie 3-4 Zapfen der Kiefer, reinigen Sie diese gründlich und legen Sie sie in einen Behälter mit 1 Liter Schnaps so dass sie für etwa 30 Tage einweichen. 
Nach der angegebenen Zeit ablassen Grappa unter Einhaltung einer feinmaschigen Gaze, fügen Sie drei oder vier Löffel Honig und eine halbe Tasse Zucker gerade geschmolzen, alles gut verrühren, bis eine vollständige Auflösung der Zutaten. 
In den alten Tagen, als der Arzt und die Medikamente waren seltene Sache wurde Brandy Kiefer beheizt "Wasserbad" als "beruhigend" für die "Husten", ein Schlummertrunk in Not oder am Abend vor dem Schlafengehen eingesetzt.

giovedì 28 novembre 2013

Yogurt fatto in casa - Hausgemachten Joghurt Valle dei Mocheni

Molto gustosa e semplice da realizzare la ricetta dello yogurt fatto in casa; servono: 1 litro di “latte fresco intero”ed uno yogurt bianco sempre “intero”; una pentola per il latte , una scodella in vetro con coperchio ed un panno di lana. 
Mettete a scaldare il latte fino a quando inizia appena a bollire schiumando verso l’alto. Spegnete o togliete subito la pentola dalla fonte di calore e lasciatela riposare con il latte per almeno 5 minuti, o fino a quando, è possibile toccare il latte con la punta del dito mignolo senza scottarsi.
A questo punto versate il latte nella scodella di vetro, aggiungete lo yogurt mescolando per qualche istante, chiudete la scodella con il coperchio e avvolgetela con il panno di lana. Vi consiglio di preparare il vostro yogurt alla sera in quanto, il latte e lo yogurt potranno fermentare tutta la notte. Al mattino aprite la scodella e mescolate per un minuto la crema di yogurt …… a piacere aggiungete, frutta a pezzettini, marmellata di mirtilli, fragole o ciliege, cereali magari al cioccolato  ….. 

Sehr lecker und einfach zu Rezept der hausgemachten Joghurt zu machen , wir haben nur 1 Liter "Vollmilch" und ein Joghurt immer "voll", ein Topf für Milch, eine Glasschüssel geben und mit einem Wolltuch . Setzen , um die Milch zu erhitzen , bis es gerade beginnt zu kochen, Skimming nach oben. Sofort das Gerät ausschalten oder entfernen Sie den Topf vom Herd und lassen Sie es mit Milch Ruhe für mindestens 5 Minuten, oder bis Sie die Milch mit der Spitze des kleinen Fingers berühren , ohne zu brennen . An dieser Stelle , gießen Sie die Milch in das Glas Schüssel geben, den Joghurt rühren und für einige Sekunden , schließen Sie die Schüssel mit einem Deckel und wickeln Sie es mit einem Wolltuch.

Ich empfehle, dass Sie Ihren Joghurt in den Abend vorbereiten , Milch und Joghurt kann über Nacht gären. Am Morgen , öffnen Sie die Schüssel und rühren eine Minute ...... die Creme Joghurt schmecken , fügen Obst in kleine Stücke , Heidelbeer- Marmelade, Erdbeeren oder Kirschen, Schokolade Müsli vielleicht ..... 

giovedì 21 novembre 2013

SSA - Sindrome Spopolamento Alveari - Entvölkerung Syndrom Nesselsucht!


Nell’inverno del 2012 in nord America sono “sparite” il 42% delle api mellifere, il dato è stato distribuito dalla FAO che lancia l’allarme globale su questo fenomeno. Purtroppo anche l’Europa inizia a fare i conti con questo problema che ha risvolti non indifferenti; su cento prodotti presenti sulle nostre tavole 70 vengono impollinati dalle api mellifere. Alcuni studi Europei dell’istituto EFSA (sicurezza alimentare) dimostrano che gli insetticidi a base di neonicotinoidi utilizzati soprattutto nelle colture intensive ha effetti collaterali  inaspettati e cioè, fa perdere la "bussola" alle api.
In sostanza un ape mellifera si spinge fino a tre o quattro chilometri dall’alveare in cerca di nettare. Proprio la presenza di micro particelle di insetticida nel nettare, in parte consumato dalle api stesse, ha come effetto collaterale la capacità di disorientare le api le quali, non saranno più in  grado di ritornare verso l'alveare disperdendosi nel bosco per poi morire. La CEE con la direttiva 485/2013/UE del 24 maggio ha sospeso l’utilizzo degli insetticidi incriminati dal 1 dicembre 2013, ma purtroppo solo a carattere temporaneo per due anni, poi si deciderà per un eventuale proroga. (link alla fonte - leggi per saperne di più)
Nelle due immagini del post un alveare selvatico di vespe terragnole sospeso in aria (??), che abbiano perso la bussola anche loro?




Im Winter des Jahres 2012 in Nordamerika "verschwunden" sind 42% von Honigbienen hat die Daten von der FAO verteilt worden warnt vor diesem globalen Phänomen. Leider wird Europa beginnen, mit diesem Problem, die Auswirkungen auf unseren Tellern 70 durch Bienen bestäubt hat nicht gleichgültig Prozent der Produkte beschäftigen. Einige europäische Studien Institut EFSA (Lebensmittelsicherheit) zeigen, dass Neonicotinoide Insektiziden vor allem in Intensivkulturen verwendet wird, hat unerwartete Nebeneffekte, dh, verlieren die "Kompass" für Bienen. 
Im Grunde eine Honigbiene geht bis zu drei oder vier Kilometer von der Bienenstock auf der Suche nach Nektar.  Die Anwesenheit von Mikropartikeln von Insektiziden im Nektar, teilweise von den Bienen selbst verbraucht wird, als Nebenwirkung hat die Fähigkeit, die Bienen, die nicht mehr in der Lage, in den Bienenstock Dispergieren in den Wald, um zu sterben zurückkehren wird desorientieren. Mit der CEE - Richtlinie vom 24. Mai 485/2013/UE hat die Verwendung von Insektiziden von 1. Dezember 2013 angeklagt ausgesetzt, aber leider nur für einen begrenzten Zeitraum für zwei Jahre, dann entscheiden, für eine mögliche Erweiterung.  In den zwei Bildern von einem wilden Bienenstock der Wespen pfosten terragnole in der Luft (?), Wer hat die Handlung auch verloren?

lunedì 4 novembre 2013

Il pino cirmolo (2/5) WaldKiefer

Il legno di cirmolo è molto ricercato per le sue particolari caratteristiche.
Innanzi tutto il profumo che emana detto “balsamo dei carpazi” è dovuto alla forte presenza di olii essenziali e resine nei micro canali resiniferi del legno.  
Proprio per questa ragione veniva e viene utilizzato “al naturale” (senza finitura di vernice) nella realizzazione di mobili e nei rivestimenti delle stube in quanto, oltre  ad essere profumato è molto restio ad essere attaccato da tarli e insetti.
Vista la facile lavorabilità viene utilizzato per intarsi e sculture e via discorrendo ma oltre a questi impieghi ha indubbiamente altre qualità che potremmo definire terapeutiche.
Da uno  studio fatto su persone che riposano o trascorrono del tempo in stanze arredate o rivestite con del cirmolo si è riscontrato un sensibile aumento del senso generale di benessere psico-fisico, grazie ad una miglior qualità del sonno data da una frequenza cardiaca ridotta e regolare. Nei ragazzi si è accertato un aumento della capacità di concentrazione durante lo studio e infine, ha effetti positivi per coloro che soffrono di allergie.
Nelle praterie alpine battute dal vento il cirmolo cresce molto lentamente, per lui il trascorrere del tempo non rappresenta un problema anzi. Da piccolo arbusto nato fra le rocce può arrivare ai 25 metri di altezza e svettare nel cielo fino a mille anni, come a voler quasi prendersi gioco del tempo.

lunedì 28 ottobre 2013

Herbest im Bersntol - L'autunno in Valle dei Mocheni

L’autunno inizia sempre in alto e scende dolcemente con il suo mantello di colori verso il fondo valle; esattamente l’opposto  della primavera che conquista gradatamente non senza qualche difficoltà le vette.
I primi ad ingiallire sono i piccoli arbusti e le punte degli alberi vecchi o malandati, proprio quelli più esposti su a monte, sotto i quali molto spesso ci si ripara dal sole estivo. Le piante giovani e per questo più baldanzose iniziano a ingiallire lentamente con grande fatica, mentre i ciliegi selvatici sono i primi ad accendersi di un rosso fuoco. Poco più in basso le betulle imbiancano il tronco mentre gli olmi oltre alle foglie spargono sui prati  i loro caratteristici frutti alati che si mescolano con le faggiole i ricci …..
Alla fine di ottobre la chioma dei larici assume  pian piano il giallo splendente delloro per poi imbrunire velocemente verso un colore ocra prima di perdere gli aghi con un leggero fruscio ad ogni alito di vento. L’autunno è uno spettacolo che si ripete immutato e puntuale da migliaia di anni. Credo sia la stagione migliore per “vivere” il bosco; girovagando  tranquillamente immersi in un tripudio di colori e sfumature che accompagnano i nostri passi. (ed i pensieri)

venerdì 18 ottobre 2013

Il pino Cirmolo (1/5 di Michael Wachtler dal libro: La Natura che Cura)

Michael Wachtler
- Gli alberi a ben guardare sono pressappoco come gli uomini.
Quando li vedo nei vivai o nelle serre, costretti uno addosso all’altro tutti spilungoni con piccoli rami dall’aspetto fragile, mi trasmettono una grande tristezza. Disposti in bella fila o alla rinfusa infilati dentro contenitori di plastica sembrano quasi in paziente attesa di qualcosa o qualcuno. (molti, troppi  finiranno addobbati per le feste e infine gettati nella spazzatura)

E così, in questa condizione di “allevamento intensivo” molto spesso le piante si ammalano ed a volte muoiono ancora nel vivaio, senza aver mai “sentito” il vento impetuoso delle alpi sibilare attraverso le loro fronde, o aver “provato” la libertà di crescere sul più alto dei costoni montani.

Il “pino Cembro” Cirmolo o zirmol è il re incontrastato delle quote alpine.
I Cirmoli crescono dai 1600 fin oltre i 2000 metri slm, praticamente dove gli altri non arrivano. Sono ben distribuiti sul territorio come per non disturbarsi l’un l’altro, ogni uno con il proprio spazio vitale. 
Affondano tenacemente le radici in terreni duri ed ostili o pietraie povere di nutrimento; con il trascorrere del tempo hanno imparato a vivere di poco sfruttando queste minime risorse nel miglior modo possibile. 
Orgogliosi si spingono con grande forza di volontà e verso il cielo; come cavalieri impavidi contrastano le avversità atmosferiche incuranti delle ferite che possono subire, ben consapevoli di essere, gli unici esseri viventi a potercela fare.- 

LINK - MIchael Wachtler - L'uomo che parla ai cristalli     

giovedì 12 settembre 2013

A volte capita ....

.. di ritrovarti davanti a qualcosa che non ti aspetti nella maniera più assoluta.
Sempre nella forra del torrente Fersina a lato del sentiero che porta verso il lago Erdemolo, durante una recente escursione alla ricerca di antichi imbocchi minerari con mia grande sorpresa ecco due “ingressi” minerari dei quali non avevo mai raccolto memoria.
L’imbocco più largo entra nella montagna in  leggera salita verso sx per poco o niente in quanto crollato, l’altra canna sempre in leggera salita va in direzione opposta ma anche questa purtroppo è crollata.

In questo breve tratto il manto roccioso risulta fragile frantumandosi molto facilmente in scaglie addirittura anche senza l’ausilio di strumenti per lo scavo. La presenza di fosfato ferroso indica la ragione per la quale si era scavato, ma come abbiamo appena descritto, la volta mineraria probabilmente sarebbe stata troppo instabile per parecchi metri. In secondo luogo, asportare il materiale semilavorato da questo sito implicava l'uso di ponti gru e carrucole visto che, siamo dentro una forra quasi a livello del torrente Fersina e la vecchia via di comunicazione si trova più o meno 15 metri più in alto delle miniere. Difficoltà che si sarebbero superate se le miniere fossero risultata molto ricche e produttive ma quasi certamente non lo erano. e le maestranze dell'epoca abbandonarono lo scavo.

martedì 3 settembre 2013

Settembre in valle dei Mocheni, Bersntol


I colori di settembre ...... all'agritur Scalzerhof - Palù del Fersina (Klich sulla foto ....)



.... ci vediamo nella valle Incantata!                                      Bauernhof Andrea 


mercoledì 28 agosto 2013

La miniera del Gasparo. Leggende dell'alta Valle dei Mocheni

C’era una volta un Nano, che aiutava i minatori a trovare l’argento nella miniera di Valcava
Ne aiutava soprattutto uno, il Gasparo perché gli stava molto simpatico. Con l’aiuto del Nano, il Gasparo piano piano venne fuori dalla miseria, con il tempo riuscì a metter da parte qualche cosa e infine decise che con la miniera avrebbe voluto diventar ricco. Andò allora dal Nano e gli disse:
- Nano, ora tu vieni con me,  finora mi hai aiutato, è vero, ma non abbastanza! Voglio diventar ricco! Non mi basta trovar l’argento, ora io voglio trovar l’oro. Tu verrai con me e mi insegnerai dove devo scavare per trovarlo!-
Il Nano rispose: - Gasparo, non mi far arrabbiare! Ciò che ti ho dato, ti ho dato. Ciò che ti insegno, ti insegno. E ciò che imparerai, avrai imparato! -
Con fare burbero il Gasparo ribattè: - non far giri di parole con me Nano! Ora vieni con me, che tu voglia o non voglia! -
Stizzito il Nano, scrollando le spalle rispose: - non aver fretta! Domani mattina imparerai ciò che di nuovo ti voglio insegnare ma ora va a casa a riposare. Domattina fatti trovare alla miniera! -; detto questo il Nano se ne andò. Ma il Gasparo non si fidò e volle seguire il Nano per vedere dove andava.
Era quasi mezzanotte e avevano camminato a lungo, quando il nano si fermò, come aspettando qualcuno. Allora il Gasparo si nascose in cima ad un albero ad aspettare anche lui.
Dopo qualche istante venne un altro nano e confabulando con il primo disse:
- Io ho spostato il Ponte dei Pecori! -
- Invece io ho spostato il Doss delle Fraghe! – ribatte l’altro, - avrà un bel cercare la sua miniera il Gasparo,  in linea retta fra il Ponte dei Pecori e il Doss dele Fraghe! – concluse ridendo il nano amico del Gasparo.
Al canto del gallo i due Nani sparirono ed il Gasparo, mezzo morto per la paura, scese dall’albero e corse dal suo compagno minatore.
Valcava - Bersntol - Fersental
- Senti! – disse trafelato il Gasparo, - questa notte ho sentito due Nani che dicevano di aver spostato il Ponte dei Pecori e il Doss dele Fraghe! Non troveremo più la miniera! -
L’amico rispose: - ma che dici! Hai bevuto troppo e il vino t’ha fatto sognare! -
I due si misero in cammino verso la miniera trovando il Ponte dei Pecori lì al solito posto, come il giorno prima e come sempre, e anche il Doss dele Fraghe nessuno l’aveva spostato.
E allora? Cosa aveva sentito il Gasparo nascosto sulla cima dell’albero? Se lo era sognato? Rincuorati e rinfrancati Gasparo e il suo compagno presero la solita via che, in linea retta, passando tra il Ponte dei Pecori e il Doss dele Fraghe porta all’entrata della loro miniera.
E cammina e cammina,  ma mai la strada gli era sembrata così lunga come quel giorno...
E cammina e cammina cominciarono a pensare che forse l’avevano passata senza vederla, quindi tornarono indietro, forse …la sera prima l’avevano nascosta con delle frasche...
Cercarono avanti e indietro, a sinistra e a destra; tornarono al Ponte dei Pecori e di nuovo verso il Doss dele Fraghe, ma la miniera non la trovarono, ... non la trovarono mai più!
Questo succedeva ( o succede?) ad essere avidi e a far sgarbo ai nani delle miniere.
Fonti: G. Šebesta, Lo Sperkmantl, da Fiaba-Leggenda dell’Alta Valle del Fersina
Miniera dell'Hoabont - Alta Valle dei Mocheni, Bersntol - immagine di Alberto Scalzer

lunedì 19 agosto 2013

Valle dei Mocheni, il larice

klich sull'immagine per ingrandire
Il larice è il vero pioniere delle quote alpine.
Lo possiamo trovare singolarmente su pendii molto ripidi e pietraie, oppure ben distribuito in graziosi lariceti sotto i quali cresce una ricca e varia vegetazione spontanea che all’ombra di altre conifere non avrebbe la ben che minima possibilità di vivere. Generalmente è la prima pianta d’alto fusto a colonizzare slavine o frane probabilmente  per via di un apparato radicale molto fitto che si spinge profondo nel terreno permettendo al larice di contrastare vittoriosamente gli agenti atmosferici e nello stesso tempo conferire stabilità ai costoni montani.   
Per tutti i montanari il larice è sinonimo di robustezza a tal punto che attrezzi o manufatti esposti ad usura o alle intemperie vengono fatti con questo tipo di legno; anticamente era considerato il simbolo della vita, della forza e del matrimonio. Dai vecchi larici si estraeva la resina dalle molteplici virtù medicamentose mentre, un bagno nella corteccia sminuzzata di larice favorisce la distensione e il rilassamento del corpo. Alcuni anziani mi raccontavano che in tempi andati erano soliti, in particolari circostanze di stanchezza fisica o psicologica, abbracciare ad occhi chiusi per qualche minuto dei vecchi e grossi larici appoggiandovi l’intero corpo onde trarne una forma di beneficio e conforto.  
Fatelo anche Voi tanto per provare non vi costa nulla; quando lo fate appoggiate oltre al corpo anche il vostro orecchio alla corteccia dell'albero .......... cercate di "sentire o percepire" .... ne rimarrete sbalorditi!
 Valle dei Mocheni Bersntol, Fersental.

giovedì 18 luglio 2013

Quasi una miniera .... Valle dei Mocheni

Imbocco minerario naturale
Per poterla vedere bisogna scendere fino al livello del torrente Fersina, proprio dentro la forra che si trova alla destra del sentiero che porta verso il lago Erdemolo.  Un "saggio minerario" scavato "velocemente" sfruttando in larga parte  una crepa naturale che si innoltra per qualche metro nella roccia. 
(imbocco alto 1.5 m. largo +/- 1 m.) 
Silene Inflata
Probabilmente le maestranze minerarie dell'epoca pensavano di poter intercettare a valle  una vena di metallo che si intravede chiaramente nella roccia a monte del saggio stesso. In effetti, nella parte alta del costone montano esiste ancora oggi una miniera con imbocco parzialmente crollato alla quale, dedicheremo uno dei prossimo post.
A questo punto è molto interessante  chiedersi chi o che cosa aveva convinto i minatori dell'epoca a scavare proprio in quel punto così difficile e arduo da raggiungere. (?)
Quasi certamente la massiccia presenza nei prati sovrastanti l'imbocco minerario della Silene Inflata  comunemente detta "Sciopet"; un piccolo arbusto che predilige terreni con altissima concentrazione minerale, in questo caso ossidi di rame e ferro.

mercoledì 10 luglio 2013

Il maggio ciondolo in valle dei Mocheni, Bersntol, Fersental.

(..) Nella concretezza risiede la nobiltà del maggiociondolo. E’ come l’amico fedele che rimane nell’ombra ma è pronto a intervenire in caso di bisogno. Di lui ti puoi fidare. Disponibile al sacrificio, è un legno speciale anche per la stufa, e produce un fuoco gagliardo, di un bianco incandescente che riscalda l’anima prima ancora del corpo. 
E’ generoso, e quando stai scivolando non si comporta come la musa traditrice, ma ti sostiene e ti incoraggia. Non ha bisogno di affetti né li vuole. Non dipende da nessuno e affronta la vita schivo e riservato. Non disprezza l’amore ma neppure lo cerca. (..)

(estratto dal libro: “Le voci del bosco” di Mauro Corona)

Klich sulle foto per ingrandire

mercoledì 3 luglio 2013

Valle dei Mocheni, passeggiata Passo Redebus - Agritur Scalzerhof (Palù del Fersina)

Bellissima passeggiata con percorso che si snoda interamente su comoda strada forestale attraverso boschi di larice e latifoglia con suggestivi panorami e affascinati scorci rurali alpini sulla Valle dei Mocheni.
Si consiglia di indossare abbigliamento da trekking; abbastanza agevole per passeggini salvo alcuni tratti; per info sul percorso; cartine topografiche turistiche locali rivolgersi a bauernhof Andrea presso l'agritur Scalzerhof o alla signora Lorenza al bar Passo Redebus -  tel. (+39)  0461 550080.
A passo normale 2 ore andata + 2 ritorno per la stessa via, su strada forestale chiusa al traffico (salvo autorizzati.)
(Attenzione, leggere tutti i segnaposto nella sottostante mappa) 


Visualizza Passeggiata passo Redebus Frotten (agritur Scalzerhof) in una mappa di dimensioni maggiori







Vedi altri percorsi: passeggiate .... 

martedì 4 giugno 2013

Capra pezzata Mochena, Pletzet Goes Van Bersntol)

(foto G. Giovannini - Ass.all. Capra pezzata Mochena)
La Capra Pezzata Mochena (Pletzet Goes Van der Bersntol) è originaria della Valle dei Mocheni (o Valle del Fersina), valle del Trentino orientale (Italia) abitata da una popolazione di origine bavarese presente in questo territorio fin dal XIV secolo.
Il tipo caprino locale è descritto con le caratteristiche attuali nella prima metà del XX secolo.  
E’ una capra di buone dimensioni, con il mantello di colore nero che, molto spesso, presenta pezzature irregolari e/o una pezzatura regolare del tipo “frisatura”, (detta localmente Straibele). 
La lunghezza del pelo del tipo tradizionalmente allevato nella Valle dei Mocheni e nei comuni limitrofi era e rimane variabile, ad indicazione del fatto che, pur presentando caratteri originali, la popolazione, come tutte quelle tradizionali, non è stata oggetto di standardizzazione. Il tipo Pezzato Mocheno è diffuso nell'omonima Valle, nell'Altopiano di Pinè e nell'Alta (Pergine) e Bassa Valsugana.
La consistenza è di poco superiore al centinaio di capi.

lunedì 20 maggio 2013

Mountain Bike in Valle dei Mocheni, MTB nella Valle del Fersina, MTB Fersental.

Strada forestale Frotten - Passo Redebus
Questo percorso è veramente bello, più ciclo turistico che di allenamento vero e proprio. Attraversa paesaggi rurali meravigliosi e vi offre panorami sulla valle dei Mocheni da prospettive che non si vedono in giro molto spesso. Circa 200 metri dopo la Baita dell'Ors alla vostra dx si dirama una strada forestale che porta verso Passo Palù (segnavia SAT) in pochi km arriverete alla Plaza Bela una grande radura pianeggiante a 1900 metri slm dalla quale si gode un magnifico panorama. (ritorno per la stessa strada) 
Se credete, alla fine del giro, passate all'agritur Scalzerhof e raccontatemi le vostre impressioni. 
  Bauernhof Andrea 


Visualizza Strada forestale Frotten - Passo Redebus in una mappa di dimensioni maggiori

Visita la nostra pagina mountain bike in Valle dei Mocheni. 

martedì 14 maggio 2013

Sciroppo al tarassaco (di Samantha Facchini) Valle dei Mocheni.

Il tarassaco o dente di leone è una pianta erbacea perenne e vanta proprietà diuretiche e depurative del corpo; cresce dalla pianura fin oltre i 2000 metri. In primavera le foglie, meglio conosciute come “denti de cain” raccolte con la radice, accuratamente lavate, tagliate a piccoli pezzi e condite in insalata con l’aggiunta di uova sode a fettine risultano molto gustose. Il fiore sboccia verso aprile maggio di un bel giallo canarino, dopo una settimana si trasforma in una piccola palla con degli steli simili a piume (i soffioni). 


Sciroppo di tarassaco (solo i fiori gialli), 4 etti di fiori freschi di tarassaco, 1 litro d'acqua, 7/8 etti di zucchero, 3 fettine di limone.

Raccogliete i fiori e metteteli dentro una padella con 1 litro di acqua, fate bollire per 2 minuti, spegnete il calore, coprire la padella e fate riposare una notte. Al mattino strizzate e togliete i fiori dalla padella, filtrate il liquido rimasto con uno straccio pulito, rimettete in padella il liquido con lo zucchero e le fette di limone, fate bollire per una ventina di minuti (o fino a densità voluta). Filtrate e conservare al fresco. In primavera, un cucchiaio al di per 10 giorni come depurativo per l'organismo. 
Assolutamente sconsigliato a chi soffre di acidità gastrica e ulcera. 
Link:  Per saperne di più.



lunedì 6 maggio 2013

Valle dei Mocheni, "Sponziole" (Morchella Esculenta).

Klich sull'immagine per ingrandire.
Spugnola o morchella esculenta, comunemente detta “sponziola” cresce su terreni molto umidi ai margini dei prati, sotto le latifoglie nel sottobosco e nell’erba da marzo a giugno.
Variano per colore a volte la spugna che sovrasta il gambo e marrone scuro a volte marroncino chiaro ed in alcuni casi perfino bianco grigiastra.
Fungo dal sapore molto intenso a tal punto che per un ottimo risotto (vedi ricetta) ne bastano solo alcuni esemplari; da consumarsi esclusivamente fresco.

Risotto con le sponziole
(per 4 persone)
4 o 5 sponziole, riso q.b., uno spicchio aglio, 1 tazza di brodo, mezzo bicchiere vino bianco, sale, grana, prezzemolo.  
Lavate, curate e tagliate i funghi avendo cura di eliminare buona parte del gambo della sponziola, in quanto, a fine cottura, potrebbe risultare ancora piuttosto legnoso. 
Tagliate finemente uno spicchio d’aglio e mettetelo a soffriggere con i funghi per pochi minuti a fuoco medio - basso. Aggiungete il riso, tostatelo per un paio di minuti quindi versate il vino e fate evaporare a fuoco allegro; infine mettete il brodo e iniziate la cottura.
A fine cottura aggiungete una noce di burro ed un pizzico di prezzemolo, mantecate il riso in padella per qualche istante, quindi, servite con una spruzzata di grana grattugiato.  

Immagini di Margon Maria scattate domenica 5 maggio 2013 

martedì 16 aprile 2013

Incontro ravvicinato ... di Marco Tonini (Palù del Fersina)

Poco sopra la miniera museo, la Grua come la chiamano da queste parti, mentre camminavo nel bosco all'improvviso .......  
un camoscio pacificamente sdraiato nell'erba ... 
Si alza ...  si guarda intorno .... mi vede ...
per nulla intimorito o spaventa pian piano scompare nel bosco.


Camoscio maschio (per via dei corni ad uncino) di circa 10 - 13 anni ....