lunedì 18 febbraio 2013

Il "Cristo in Croce" dei Battisti, a Palù del Fersina.

I Battisti e Palù del Fersina
Nella frazione dei Battisti a Palù del Fersina salendo in direzione della vecchia strada che porta ai Tassainer, noterete, alla vostra destra, sull'angolo di una vecchissima abitazione un antico dipinto ormai quasi cancellato dal tempo.  
Il "Cristo in Croce" dei Battisti.

Il quadro come appare oggi.
L'opera non sembra essere un affresco, cioè un dipinto eseguito direttamente sulla malta fresca e in seguito perfezionato nelle forme dall'artista, ma piuttosto, un vero e proprio quadro eseguito a "muro" in un apposita quanto caratteristica nicchia realizzata per tale scopo. Il dipinto vanta una buona tecnica artistica con personaggi lineari e ben proporzionati. Vi è raffigurata la crocifissione di Cristo con Maria Madre di Gesù, l'apostolo Giovanni e quasi certamente Maria Maddalena in ginocchio.
Ai piedi della croce vi era un teschio con due ossa incrociate (probabilmente tibie) sono simboli religiosi cristiani ascrivibili al Vecchio Testamento

Nel libro "Palù Palae" il frate francescano Salvatore Piatti descrive minuziosamente  l'opera datandola 1842. Sarebbe piuttosto interessante (quantomeno opportuno) sottoporre il dipinto ad un intervento di restauro per dare nuova vita ad un opera di indiscutibile valore artistico rurale, e infine magari, proteggerla dagli agenti atmosferici con una teca o lastra di vetro.

Onde sensibilizzare l'opinione pubblica e le varie autorità preposte ecco alla nostra sx il "Cristo in Croce" dei Battisti dopo un interessante restauro virtuale realizzato con supporto grafico al personal computer. 
(certamente ai lati della croce c'erano due "putti" o piccoli angioletti che purtroppo non è stato possibile ricostruire nds.)

mercoledì 13 febbraio 2013

Carnevale Mocheno, der bètscho, da padre in figlio la tradizione continua …

Andrea del Frotten il betscho,
Kristian dei Battisti la betscha
Il vecio, la vecia arrancano nella neve, tra pochi passi arriveranno in piazza ai Lenzi dove tutto il paese gli attende per ridare vita ad una “storia” che si ripete immutata da innumerevoli generazioni.

Il padre di Andrea
Come da sempre si odono gli stessi passi, identiche sono le maschere e la trama, simili i gesti; ma ogni anno cambiano gli attori.
Il vecio e la vecia sono interpretati dai padri dei nuovi coscritti in una sorta di gioco ereditario che tramanda alle future generazioni il proseguo della tradizione.

Il vecio, der betscho, quest’anno era Andrea il bauernhof del Frotten (padre di uno dei due coscritti di Palù del Fersina), come tanto tempo fa aveva fatto il padre di Andrea per la stessa identica ragione ……..