lunedì 28 ottobre 2013

Herbest im Bersntol - L'autunno in Valle dei Mocheni

L’autunno inizia sempre in alto e scende dolcemente con il suo mantello di colori verso il fondo valle; esattamente l’opposto  della primavera che conquista gradatamente non senza qualche difficoltà le vette.
I primi ad ingiallire sono i piccoli arbusti e le punte degli alberi vecchi o malandati, proprio quelli più esposti su a monte, sotto i quali molto spesso ci si ripara dal sole estivo. Le piante giovani e per questo più baldanzose iniziano a ingiallire lentamente con grande fatica, mentre i ciliegi selvatici sono i primi ad accendersi di un rosso fuoco. Poco più in basso le betulle imbiancano il tronco mentre gli olmi oltre alle foglie spargono sui prati  i loro caratteristici frutti alati che si mescolano con le faggiole i ricci …..
Alla fine di ottobre la chioma dei larici assume  pian piano il giallo splendente delloro per poi imbrunire velocemente verso un colore ocra prima di perdere gli aghi con un leggero fruscio ad ogni alito di vento. L’autunno è uno spettacolo che si ripete immutato e puntuale da migliaia di anni. Credo sia la stagione migliore per “vivere” il bosco; girovagando  tranquillamente immersi in un tripudio di colori e sfumature che accompagnano i nostri passi. (ed i pensieri)

venerdì 18 ottobre 2013

Il pino Cirmolo (1/5 di Michael Wachtler dal libro: La Natura che Cura)

Michael Wachtler
- Gli alberi a ben guardare sono pressappoco come gli uomini.
Quando li vedo nei vivai o nelle serre, costretti uno addosso all’altro tutti spilungoni con piccoli rami dall’aspetto fragile, mi trasmettono una grande tristezza. Disposti in bella fila o alla rinfusa infilati dentro contenitori di plastica sembrano quasi in paziente attesa di qualcosa o qualcuno. (molti, troppi  finiranno addobbati per le feste e infine gettati nella spazzatura)

E così, in questa condizione di “allevamento intensivo” molto spesso le piante si ammalano ed a volte muoiono ancora nel vivaio, senza aver mai “sentito” il vento impetuoso delle alpi sibilare attraverso le loro fronde, o aver “provato” la libertà di crescere sul più alto dei costoni montani.

Il “pino Cembro” Cirmolo o zirmol è il re incontrastato delle quote alpine.
I Cirmoli crescono dai 1600 fin oltre i 2000 metri slm, praticamente dove gli altri non arrivano. Sono ben distribuiti sul territorio come per non disturbarsi l’un l’altro, ogni uno con il proprio spazio vitale. 
Affondano tenacemente le radici in terreni duri ed ostili o pietraie povere di nutrimento; con il trascorrere del tempo hanno imparato a vivere di poco sfruttando queste minime risorse nel miglior modo possibile. 
Orgogliosi si spingono con grande forza di volontà e verso il cielo; come cavalieri impavidi contrastano le avversità atmosferiche incuranti delle ferite che possono subire, ben consapevoli di essere, gli unici esseri viventi a potercela fare.- 

LINK - MIchael Wachtler - L'uomo che parla ai cristalli