martedì 9 dicembre 2014

“L'abbandono delle quote montane” Lectio Magistralis di Bauernhof Andrea.

Palù del Fersina inizio 1900 - immagine Atzwanger Museum
Lo spopolamento delle quote montane medio alte è causato da svariati fattori fra i quali giocano un ruolo primario l’altimetria e le condizioni climatiche di questi luoghi.
Innanzi tutto si dovrebbe dire che proprio le stagioni produttive brevi concentrate in pochi mesi, e l’assoluta mancanza di “sfruttamento intensivo del territorio” (il che tradotto vuol dire niente pesticidi e anticrittogamici), permettono agli agricoltori montani di produrre alimenti di nicchia dal gusto inimitabile.
Nonostante questa sia un’ottima “chance” da non sottovalutare assistiamo al progressivo abbandono delle attività agro-boschive anche a causa di un estrema frammentazione ereditaria dei fondi agricoli i quali, non sono più così sufficientemente estesi da ricavarne un reddito famigliare dignitoso.
Il colpo di grazia agli insediamenti montani lo sta confezionando l’odierna amministrazione attraverso continue ed impietose “riforme dei servizi” che nascondono l’accentramento sul fondovalle di servizi, strutture mediche e scolastiche. Si tocca con mano la mancanza di una politica nazionale che “spinga” i giovani a rimanere in questi ambienti montani e solo a livello di Comunità Europea si intravede una qualche timida iniziativa.
Mentre i giovani montanari cercano condizioni di vita migliori in altri luoghi molti miei coetanei si sentono come gli ultimi custodi di un mondo rurale alpino che prima o poi verrà sradicato e snaturato dagli immancabili caroselli turistici per i quali, si trovano sempre  Tutele, Padrini e Leggi Speciali senza dimenticare i soliti contributi pubblici a pioggia.

lunedì 24 novembre 2014

Il mirtillo Rosso.

Diffuso su tutto l’arco alpino fino a quote piuttosto alte 1600 / 1800 metri slm il mirtillo rosso è ricco di fibre, ferro e vitamina C; parente stretto del mirtillo nero matura leggermente più tardi verso fine settembre - ottobre. Frutto ottimo nella preparazione di marmellate spesso aromatizzate con una spruzzata di cannella e qualche chiodo di garofano viene degustato perfino con la carne bollita o arrostita e le patate lesse.
“In tempi andati” quando il dottore e le medicine erano cosa rara la marmellata di mirtillo rosso veniva utilizzata per contrastare la febbre influenzale, leggere infezioni alle vie urinarie o semplicemente come ricostituente primaverile consumandone due o tre cucchiaini al mattino e nel primo pomeriggio. Secondo studi molto recenti queste piccole bacche sono ricchissime di antiossidanti capaci di ritardare il naturale processo di invecchiamento delle persone.
Marmellata di mirtillo rosso. Fate bollire per circa 30 minuti 1 kg di mirtilli rossi con 400 grammi di zucchero, una spruzzata di cannella e qualche chiodo di garofano posto dentro un infusore immerso nella marmellata. A fine cottura mettete la marmellata ancora calda nei vasetti chiudete e poneteli a raffreddare rigorosamente capovolti. 

Weit verbreitet in den Alpen bis über 1600/1800 Meter über dem Meeresspiegel Höhe, ist reich an Ballaststoffen, Eisen und Vitamin C die Cranberry, eine nahe Verwandte der Heidelbeere reifen etwas später gegen Ende September bis Oktober. Hervorragendes Ergebnis bei der Herstellung von Marmeladen oft mit einer Prise Zimt und Nelken wird auch mit dem Fleisch gekocht oder gebraten und gekochten Kartoffeln gegessen gewürzt.
"Früher", wenn der Arzt und die Medikamente waren selten Marmelade Preiselbeeren wurde verwendet, um die Grippe Fieber, Infektionen der Harnwege zu begegnen oder lesen Sie einfach als Tonikum Frühjahr raub zwei oder drei Teelöffel morgens und am frühen Nachmittag. Nach jüngsten Studien diese kleinen Beeren sind reich an Antioxidantien, die den natürlichen Alterungsprozess der Menschen verzögern kann.
Cranberries.
Kochen für ca. 30 Minuten 1 kg Preiselbeeren mit 400 Gramm Zucker, einer Prise Zimt und Nelken in einem Ort in der Brüheinheit Marmelade durchdrungen. Wenn gekocht, legen Sie die heiße Marmelade in Gläser und legen Sie sie in der Nähe zu kühlen streng aufgehoben.

venerdì 31 ottobre 2014

La Salamandra

In tempi andati molte persone giuravano di aver visto una salamandra attraversare un fuoco e uscirne indenne ….., da sempre la mitologia associa questo simpatico animaletto al fuoco e agli spiriti che vi sono nascosti. Niente di più falso! Certamente è possibile che qualcuno abbia visto una salamandra sgattaiolare fuori da un focherello per via del fatto che, le salamandre trascorrono il letargo invernale nascondendosi dentro vecchi ciocchi di legno cavo …. i quali, se finiscono nel fuoco…. ma la salamandra vanta altre armi per difendersi dai suoi antagonisti naturali come marassi gatti ecc. ecc.
La sua pelle nera e sempre lucida come fosse bagnata secerne una sostanza urticante che agisce immediatamente nella parte interna della bocca dei vari aggressori a tal punto, che provare ad azzannare una salamandra è cosa pericolosa per ogni animale. 
"In den alten Tagen," viele Menschen schwor, dass er sah, wie ein Salamander überqueren ein Feuer und kommen ungeschoren ... .. immer die Mythologie mit diesem netten kleinen Tier ins Feuer und die Geister, die versteckt sind verbunden. Weit gefehlt! Es ist sicherlich möglich, dass jemand gesehen hat, ein Salamander schleichen ein kleines Feuer auf die Tatsache zurückzuführen, dass die Salamander verbringen ihren Winterschlaf versteckt in alten Holzblöcke ... Kabel. die, wenn sie ins Feuer legen .... aber der Salamander hat andere Waffen, um sich gegen ihre natürlichen Feinde zu verteidigen wie Addierer Katzen und so weiter. Sein schwarzes Leder und blitzblank sauber, als ob es nass Stechen waren sondert eine Substanz, wirkt direkt auf der Innenseite des Mundes der verschiedenen Angreifern in einem solchen Ausmaß, die einen Salamander Snap versuchen, ist für jeden Tier gefährlich.

lunedì 22 settembre 2014

Mirtillo nero selvatico

Frutto conosciuto fin dalla preistoria per le sue particolari caratteristiche organolettiche.
Nella medicina medievale veniva utilizzato come ricostituente e fino al tardo settecento era consigliato anche come depurativo per l’organismo. Si racconta che una salsa a base di mirtilli venisse distribuita alle truppe nordiste durante la guerra di secessione americana; anche i piloti della RAF Inglese ne fecero larghissimo consumo per migliorare la loro “vista” nelle missioni notturne.
Nelle tradizioni rurali nord europee la pianta di mirtillo protegge dalla sfortuna e per questo, verso il 13 dicembre si celebra un rito associato al solstizio d’inverno portando in processione piccoli mazzetti di queste piante che infine verranno bruciati. 

Per farsi in casa una gustosa “grappa al mirtillo” servono un paio d’etti di mirtilli, zucchero q.b., grappa (poco meno di 1 litro), un bicchiere acqua, pizzico di cannella. Mettete i mirtilli dentro un vaso e aggiungete: zucchero fino a ricoprirli appena appena, poi grappa, acqua e cannella; agitate per qualche istante il vaso e riponetelo in un luogo buio lasciandolo riposare per trenta giorni. (di tanto in tanto agitate delicatamente il vaso fino a completo scioglimento dello zucchero)

martedì 2 settembre 2014

Miniere in Valle dei Mocheni.

Dobbiamo scendere dentro la forra e arrivare allo stesso livello delle tumultuose acque del torrente Fersina e magari bagnarsi anche i piedi; solo in questo modo possiamo entrare. 
L'imbocco minerario si trova 300 metri a valle della più famosa Miniera Museo del lago Erdemolo a Palù del Fersina. Di questo antichissimo scavo vi sono scarse notizie storiche; la tradizione orale lo ricorda in maniera molto approssimativa e perfino il posto nel quale si trova, ci lascia molto perplessi. Dove si sarebbe smaltito il materiale inerte dello scavo? 
Come possiamo intuire dall'immagine gli antichi Knappen si erano creati una specie di barriera nel tentativo, per altro "quasi riuscito" di riparare lo scavo deviando l'acqua. 
"Quasi riuscito" perché durante periodi di disgelo o intense piogge le acque invadono la miniera allagandola quasi completamente. Gioco forza l'acqua poteva essere in qualche maniera un'alleata dei minatori ma per molti mesi rendeva la miniera impraticabile.
Su questo imbocco minerario abbiamo girato un modesto video corredato da alcune immagini della volta interna che pubblicherò in un prossimo post.
Desidero fin d' ora ringraziare mio figlio klaus per il prezioso aiuto che mi ha dato, senza di lui tutto questo non sarebbe stato possibile.

lunedì 25 agosto 2014

"Un orso da salvare?" - Il rovescio della medaglia

Il rilascio di Daniza - 18 maggio 2000
L' immagine è del Servizio Foreste e Fauna
della Provincia Autonoma di Trento
Se la memoria non mi inganna in poco meno di vent'anni alcuni orsi sono stati abbattuti oltre frontiera in quanto giudicati pericolosi; uno è stato falciato sull'autostrada del Brennero ed altri due su strade provinciali mentre in Val Rendena, un cuoco ne investiva addirittura una famiglia mentre attraversavano la strada. Una'orsa è annegata nel lago di Molveno semi narcotizzata dai forestali, un'altro è rimasto vittima di bracconaggio e uno è finito in gabbia prima al Casteler o poi all'eremo di San Romedio. 
Mi sembra che un paio siano stati rispediti al mittente in quanto troppo arzilli e giocherelloni, altri, compresi dei cuccioli sono rimasti sepolti da slavine nel parco Adamello Brenta ma, dulcis in fundus, alcuni sono stati avvistati sulle piste da sci a Madonna di Campiglio in pieno inverno (ma non andavano in letargo?) altri di notte perfino a Trento città mentre rovistavano nei bidoni dell'organico (come accattoni) e scacciati come ladri! Solo pochi fortunati se ne sono andati per vecchiaia! Quindi, se vogliamo  salvare gli orsi implicitamente salveremo anche il rovescio della medaglia!
Sia ben chiaro che non sono contrario alla reintroduzione dell'orso ma considerando l'antropizzazione montana odierna, il turismo e i vari sport stagionali, ecc. ecc. il tutto mescolato con una cinquantina di orsi che scorrazzano liberi in un minuscolo territorio come il Trentino mi sorge spontanea una domanda: non vi sembra che il progetto Life Ursus sia sfuggito di mano a qualcuno?

L'orsa Daniza è morta alle 19.30 del 10 settembre 2014 nei boschi di Spiazzo Rendena; 
è stata uccisa dal marketing e dal profitto turistico, da una mano maldestra di chi la doveva salvare ma sopratutto dalla stupidità degli uomini.
Post aggiornato 11 settembre 2014.

martedì 22 luglio 2014

Gente di montagna - Bergvolk .

bauernhof Andrea von Scalzerhof
(...) In noi uomini delle montagne si è insidiato un inspiegabile senso di riverenza nei confronti delle autorità, che in molte situazioni ci impedisce di chiederci se ci siano delle vie migliori. E così, invece di affidarci alla nostra coscienza civile, ci lasciamo intimidire da leggi, regole o persone con atteggiamento risoluto. Abbiamo sviluppato un grande timore delle numerose autorità e crediamo che una punizione o addirittura una condanna, basata su una legge promossa magari in modo insensato, ci renda dei cattivi cittadini. Nel corso del tempo i politici scoprirono che bastava introdurre leggi sempre più sofisticate e imporre tasse sempre nuove, per renderci schiavi del sistema. Nonostante in tutti i comizi cercassero di convincerci, che il nostro benessere era al centro dei loro pensieri, in realtà limitavano giorno dopo giorno le nostre libertà, in modo spesso così subdolo, che solo in pochi se ne rendevano conto. (...)
Scritto da un montanaro doc dei nostri tempi, al secolo Michael Wachtler.

Bergvolk, Zwei Worte mit Freiheit
(...) Für uns Menschen von den Bergen hat eine unerklärliche Gefühl der Ehrfurcht gegenüber den Behörden untergraben, die in vielen Situationen hindert uns, uns zu fragen, ob es irgendwelche besseren Möglichkeiten. Und so, als auf unsere soziale Gewissen verlassen, lassen wir uns durch Gesetze, Regeln oder Menschen mit entschlossenen Haltung einschüchtern. Wir haben große Angst vor den Behörden entwickelt, und viele glauben, dass eine Strafe oder sogar eine Verurteilung auf der Grundlage eines Gesetzes gefördert vielleicht dumm, machen uns die schlechten Bürger. Im Laufe der Zeit die Politiker entdeckt, dass es genug Gesetze einführen werden immer ausgefeilter und immer neue Steuern erheben, zu Sklaven des Systems zu machen. Trotz aller Reden versuchen, uns zu überzeugen, dass unser Wohlbefinden im Mittelpunkt ihrer Gedanken, in der Tat begrenzt unsere Freiheit jeden Tag, so oft so subtil, dass nur wenige haben realisiert. (...)


Michael Wachtler

lunedì 30 giugno 2014

Valle dei Mocheni, cumino dei prati.

klich sull'immagine per ingrandire
Il Carum Carvi o cumino dei prati è una pianta antichissima dalle incerte origini, pensate che alcuni “frutti” (perché i piccoli semi scuri rilasciati dai fiori non sono altro che dei veri e propri frutti) sono stati ritrovati vicino a focolai preistorici e perfino nelle tombe dei faraoni egizi. Da non confondersi con il seme di Cumino originario dalla città di Kermat nell’antica Persia che simile nella forma vanta un gusto molto diverso per gli oli essenziali che contiene.
Verso la fine dell’estate procuratevi alcuni fiori e seccateli al sole per qualche giorno, quindi sbatteteli delicatamente e raccogliete i piccoli e minuti frutti che potranno essere utilizzati nella preparazione di focacce, pane o per insaporire le patate lesse.

Con un litro di grappa, 300 grammi di zucchero e 50 grammi di semi si prepara un liquore digestivo detto Kummel. Lasciare i semi a macerare nella grappa per circa 20/30 giorni, quindi filtrare, aggiungere lo zucchero e lasciate riposare per qualche giorno. Il digestivo è pronto.

giovedì 19 giugno 2014

Valle dei Mocheni, il legno e la pietra.

Due materiali fondamentali nella vita rurale montana erano (ed ancora oggi sono) il legno e la pietra per una ragione molto semplice, si trovavano disponibili in grande quantità nel proprio territorio.
Una pietra scolpita dalla natura in un certo modo, ad un occhio esperto ne indicava un preciso impiego dato indubbiamente dalla forma e dal peso. 
Stesse ragioni per un tronco il quale, una volta abbattuto veniva sfruttato valutandone la sua struttura, il diametro e non ultimo il grado di resistenza all’usura.   
Queste antiche ciotole ricavate da un pezzo unico di legno venivano utilizzate per impastare la pinz l’antico pane Mocheno ma anche, come piatto comune dal quale “si mangiava” in due o più persone, ogni una con il proprio cucchiaio sempre di legno. 
La pietra scavata dell’ultima immagine (trovata come ornamento in un piazzale di porfido) mostra i segni lasciati da innumerevoli anni di “macinazione” casalinga. Con un sasso arrotondata di piccole dimensioni probabilmente recuperata in un torrente, si macinavano piccole quantità di sale, orzo, segala …..

lunedì 9 giugno 2014

La Notte dei Fuochi (breve storia di una tradizione quasi dimenticata)

Immagine tratta da: infoaltapusteria
Molti studiosi sostengono che “la notte dei fuochi” un tempo diffusa su tutto l'arco alpino e festeggiata prevalentemente in giugno, affondi le proprie radici storico culturali in antichissimi riti pagani dedicati probabilmente al Dio Sole. 
Nel Tirolo si celebra ufficialmente per motivi storico religiosi dal lontano 3 giugno 1796, sembra su indicazione dell’abate Sebastian Stöckl (abbazia di Stams) il quale, visto il traballante periodo storico che viveva il Tirolo di quegli anni, propose di “affidare” questa terra alla protezione divina del Sacro Cuore di Gesù.
In Alto Adige dopo la vittoria degli Schutzen guidati da Andreas Hoffer sulle truppe napoleoniche nel 1809, “la notte dei fuochi” oltre ad un significato rurale - storico - religioso assume anche quello di “liberazione dall’invasore” come la notte dell'11 giugno 1961 quando l'Alto Adige venne sconvolto dalla Feuernacht”  ma questa forse, è un'altra storia.
In valle dei Mocheni l’appuntamento con i fuochi notturni è nella notte di San Pietro e Paolo verso la fine di giugno. 

mercoledì 28 maggio 2014

Fiabe e leggende dell'Alta Valle dei Mocheni - La strega malvagia

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C'era una volta un contadino che possedeva una montagna, dove conduceva il bestiame in estate. Tutti i pastori che lavoravano per lui però, finivano male, senza che si sapesse come. Allora usci per cercare un nuovo pastore ed incontrò un ragazzo, gli chiese: dove vai? - ed Il ragazzo rispose: - cerco un lavoro perché sono povero! -
Il contadino disse: - vieni da me, ma devi sapere che ho una montagna e quanti servi ho mandato lassù, tanti sono stati uccisi ed anche tu devi andar su per custodire le vacche. Cosa vuoi dunque in compenso? -
Il ragazzo disse: - vado volentieri sulla montagna, ma voglio un bravo cane con me ed alla fine dell'anno 100 Gulden (*leggi nota) -. Il contadino fu d'accordo per l'affare.
Il ragazzo andò con lui e custodì diligentemente sulla montagna le vacche.
Una sera aveva condotto a casa il bestiame e acceso il fuoco per cuocersi la polenta nel paiolo, era solo con il cane al suo fianco. Improvvisamente una strega apparse davanti alla porta ed il ragazzo gridò: - chi sei tu vecchia orrenda? Se non sei il diavolo vieni avanti, io mi chiamo Lo Stesso! -. Allora la vecchia disse: - lega prima il cane - ed Il pastore legò il cane con una fune marcia. La strega entrò per prendere il ragazzo, ma questo gridò al cane: - huss, prendila! - la bestia tranciò la fune marcia e saltò libera sulla strega, questa corse via ed il cane dietro a lei.
La strega cercò di nascondersi sotto un fascio di paglia, ed il servo che la stava inseguendo dietro al cane, svelto svelto appiccò il fuoco ai rami secchi. Allora la strega gridò: -  mi brucio, mi brucio! -. Le altre streghe che non erano molto lontane le chiesero a gran voce: - chi è che ti ha dato fuoco? -  Essa gridò: - Lo Stesso è Lo Stesso! -. E le altre risposero: - se è lo stesso è solo affar tuo e basta! – e se ne andarono. Cosi fini la leggenda di una strega molto malvagia. Da: “Fiaba - Leggenda dell’Alta Valle del Fersina” di G. Sebesta.

(*) Il Gulden, moneta della prima metà dell’ottocento coniata in Europa Centrale da Olanda, Germania, Austria; in Italia corrispondeva al “Fiorino”. (nds) 

mercoledì 14 maggio 2014

Sedano di monte (Levisticum officinalis) Valle dei Mocheni

Pianta erbacea originaria dall’Asia centrale cresce su tutto l’arco alpino tra i 500 e 1800 m. slm. può arrivare ai 2 metri d'altezza a forma di cespuglio, anche se, risulta abbastanza difficile trovarla allo stato spontaneo. I suoi trascorsi storici sono piuttosto curiosi. Le foglie utilizzate al naturale hanno proprietà lenitive per modesti dolori.
In tempi andati i pellegrini mettevano delle foglie di Sedano di montagna nei calzari per contrastare il gonfiore dei piedi; inoltre ha proprietà diuretiche e combatte la ritenzione idrica senza far perdere sali minerali al nostro corpo. Anticamente veniva chiamata “pianta della strega” oppure “pianta dell’amore” quindi utilizzata nella preparazione di ipotetici filtri d’amore sembra per le particolari proprietà afrodisiache! (se assunta in una determinata maniera che purtroppo non mi è dato sapere)
In molte valli dell’Alto Adige ancora oggi viene chiamata “erba Maggi”per il sapore che ci riporta ai famosi “dadi per brodo Maggi” ed utilizzata nella preparazione di minestroni, risotti ..
In tempi odierni la possiamo trovare in comode bustine pronte per la semina con il nome di Levistico o Sedano di monte.

 Liebstöckel ( Levisticum officinalis)
 Krautige Pflanze aus Zentralasien stamm wächst auf der gesamten Alpenbereich zwischen 500 und 1800 m. über dem Meeresspiegel, ist es aber ziemlich schwierig, in der Wildnis zu finden. Ihre historische Vergangenheit sind eher neugierig. Die Blätter verwendet, um natürliche beruhigende Eigenschaften für mäßige Schmerzen haben .
In den alten Tagen setzen die Pilger Liebstöckel Blätter in den Schuhen , um die Schwellung der Füße entgegenwirken ; hat auch harntreibend und bekämpft Wassereinlagerungen ohne Mineralien zu verlieren, um unseren Körper. Früher war es die " Pflanze der Hexe " oder 
"Baum der Liebe " und dann in der Vorbereitung von hypothetischen Liebestränke verwendet genannt sieht für die speziellen aphrodisierende Wirkung ! (Wenn in einer bestimmten Weise , die ergriffen leider habe ich es nicht)
In vielen Tälern in Südtirol wird noch " Maggi Kraut " durch den Geschmack , die bringt uns zurück zu der berühmten " Maggi Bouillon " und in der Herstellung von Suppen , Risotto , verwendet ....

In der heutigen Zeit können wir in praktischen Portionsbeutel bereit für die Bepflanzung zu finden unter dem Namen Liebstöckel oder Sellerie Upstream.    

martedì 29 aprile 2014

Valle dei Mocheni - Centenario Grande Guerra WWI

Le immagini di questo post sono mappe militari redatte dal capitano Heuter a Borgo Valsugana nel novembre 1914. Riguardano la riorganizzazione dello sbarramento difensivo Austro-Ungarico in Valle del Fersina. (fonte Archivio di Stato Trento, Fondo GMA - Genio Militare Austro-Ungarico - WWI 1914/1918))
Il lavoro di ricerca e la successiva ricostruzione storico logistica militare che possiamo leggere nel sito  I recuperanti.it/ sono interamente ed esclusivamente opera dell’Ingegnere Volker Jeschkeit *
(* Illustre Storico e collaboratore degli archivi di Stato di Vienna, di Monaco, del Royal Archive Londra, di Sigmaringen (fondo archivistico corpo alpino germanico), dell’archivio Federale di Coblenza/Germania, dell’archivio di Stato di Innsbruck, archivio militare di Budapest, Praga ..) 

Nella mappa in alto a sx tutta la dislocazione logistico militare Austro-Ungarica da Palù del Fersina fino alla Panarotta con relativa descrizione.  Le altre due mappe riguardano il posizionamento di linee telefoniche da Palù del Fersina verso i monti circostanti. (klick sulle immagini per ingrandire)


Un particolare ringraziamento ai gestori del sito "I recuperanti" per le immagini e le notizie pubblicate in questo post.

giovedì 10 aprile 2014

Valle dei Mocheni, Sentiero della Memoria - WWI


Nel centenario della Prima Grande Guerra (1914 / 2014) desidero segnalare il Sentiero della Memoria in Valle del Fersina. Un percorso in quota attraverso la linea di difesa Austro-Ungarica del 1915/18. 

Valle del Fersina - Planimetria della FeldKappelle con baraccamenti, Valcava, sentiero per Passo della Portela

mercoledì 2 aprile 2014

Lycopodium Clavatum (3/3) Der wilde Mann Valle dei Mocheni.

Il Lycopodium Calvatum pazientemente intrecciato veniva utilizzato dai malgari per filtrare il latte appena munto, tale artifizio sembra sia opera dell’Om Selvadech (l’uomo selvatico) un personaggio mitologico molto spesso legato al lycopodium del quale si trova riscontro in racconti e leggende popolari su tutto l’arco alpino. 
« L’Om Selvadech è sostanzialmente un comune mortale che vive al di fuori del consenso umano preferendo luoghi isolati, le montagna, i boschi. (…..)  
Non si lava né si pulisce. Non si rade né si taglia i capelli cosicché questi si fondono raggiungendo le ginocchia, per questo diventa una figura terrificante esaltata dalla pelle di caprone con cui si ammanta. Un atto gentile lo intenerisce. A volte sente il bisogno di fraternizzare con gli uomini. Allora si ferma insegnando loro il mestiere della lavorazione dei latticini di cui è maestro. » Wikipedia scritto da Giuseppe Sebesta. 

Inoltre, la tradizione popolare alpina ci racconta che quest’uomo selvatico ricopriva il proprio corpo di Lycopodium Clavatum per muoversi nel bosco senza essere visto da nessuno. Abitava in sperdute caverne ancora oggi dette “Bus” sembra in compagnia di una presenza femminile chiamata Graostana, Stria, Anguana, Salinga, da qui la toponomastica odierna: Bus delle Strie, Bus delle Anguane, ….. In molti luoghi  dell’Alto Adige, nel periodo di carnevale non è raro incontrare un uomo rivestito da capo e piedi di Lycopodium, una maschera che assume il nome di: Bilmon, Salvan, Walder, Malan o Salvarek …..  

Die Lycopodium Calvatum geduldig gewebt wurde von Hirten benutzt, um die Milch frisch von der Kuh zu filtern, scheint die Einrichtung , um die Arbeit von OM selvadech  der wilde Mann eine mythologische Figur oft mit Lycopodium verbunden , die in den Geschichten und Legenden der reflektierte sein überall in den Alpen. "Om selvadech ist im Grunde eine gewöhnliche Sterbliche , die sich außerhalb des menschlichen Konsens lieber getrennt Orte , die Berge , die Wälder lebt . ( ..... )
Nicht waschen oder Reinigung. Rasieren oder nicht ihre Haare schneiden , so dass sie zu mischen Erreichen der Knie, wird dies eine erschreckende Zahl durch die Haut einer Ziege, die getarnt wird verbessert. Eine Art Handlung es weich wird. Manchmal fühlt es sich die Notwendigkeit, mit den Menschen verbrüdern . Beenden Sie dann lehrt sie das Handwerk der Milchverarbeitung, von denen er Meister ist . » Wikipedia geschrieben von Joseph Sebesta .
Zudem sagt uns die Alpen Folk-Tradition , dass dieser Mann bedeckt seinen Körper mit Wildpflanzen von Lycopodium clavatum um im Wald zu bewegen , ohne von jemand gesehen . Er lebte in den entferntesten Höhlen noch " Bus " in der Gesellschaft von einem weiblichen Kunden Graostana , Stria , Anguana , Salinga , damit die Ortsnamen heute : Bus von Schlieren Bus der Sirenen , ..... In vielen Orten in Südtirol , während des Karnevals ist nicht ungewöhnlich, dass ein Mann von Kopf und Fuß von Lycopodium abgedeckt , eine Maske , die den Namen nimmt erfüllen: Bilmon , Salvan , Walder, Malan oder Salvarek .....

venerdì 28 marzo 2014

Il pino cirmolo (5/5) Valle dei Mocheni.

Immagine di Paul Schuster - letto in cirmolo 
“Bisogna essere nati sotto un cirmolo per poterlo capire, nella mia vita ho imparato che per lavorare il legno di pino cembro come si deve, oltre alla capacità manuale di un buon falegname servono delicatezza, tatto ed una pazienza non comuni", mi diceva un vecchio pastore che abitava da queste parti.
Nella tradizione rurale alpina il pino cembro è il re dei legni nella casa di montagna. Dai semplici utensili per la cucina al rivestimento della stube; dai piccoli giocattoli agli armadi, i comodini e perfino letti e bauli assemblati con pazienza e sapienza, donano ai nostri ambienti un intimità antica e genuina. I miei amici Paul e Artur Schuster di Monte San Pietro (Nova Ponente provincia di Bolzano) sono dei veri e propri maestri nella lavorazione del legno di montagna; loro conoscono i segreti più nascosti di questa antichissima arte. 

Decorazione di Arthur Scuster
"Sie müssen unter einer Kiefer, geboren werden, um in der Lage zu verstehen, in meinem Leben habe ich gelernt, dass das Holz der Kiefer, wie sie arbeiten müssen, neben den handwerklichen Fähigkeiten eines guten Schreiner dienen Delikatesse, Takt und Geduld ungewöhnlich", sagte er mir, ein alter Hirte, der in dieser Gegend lebte. 
In der Tradition der ländlichen Bergkiefer ist der König der Wälder in den Bergen zu Hause. Vom einfachen Küchenutensilien an der Auskleidung der Stube, von kleinen Spielzeug zu Schränke, Nachttische und sogar Betten und Stämme mit Geduld und Weisheit zusammengebaut wird, geben unseren Zimmern eine alte und echte Intimität. Meine Freunde Paul und Arthur Schuster in Petersberg (Provinz Bozen) sind die wahren Meister in der Holzbearbeitung Berg, wissen, dass sie die verborgenen Geheimnisse dieser alten Kunst.

martedì 18 marzo 2014

Lycopodium clavatum (2/3) Valle dei Mocheni

Come abbiamo visto nella prima parte il Lycopodium Clavatum è un piccolo arbusto strisciante che può vivere fino a 30 anni raggiungendo una lunghezza di +/- 30 - 50 cm. Possiede foglie filiformi ed in estate porta a maturazione i suoi sporangi, dei piccoli tubicini molto simili ad una sigaretta.
In tempi andati quando le medicine ed il dottore erano merce rara gli sporangi, una volta maturi venivano raccolti e messi ad essiccare. Dopo qualche giorno presi in piccoli mazzetti si sbattevano delicatamente per ricavarne una polverina bianca impalpabile e molto volatile simile al borotalco dagli usi controversi e piuttosto curiosi.
Infatti, probabilmente perché molto simile al borotalco veniva “spalmata” o per meglio dire “soffiata” sul sederino dei neonati onde prevenire fastidiosi quanto dolorosi arrossamenti della pelle. 
Dal sederino dei neonati ai fuochi d’artificio potrebbe lasciarvi increduli ma è così!
La polverina degli sporangi è estremamente infiammabile e si utilizzava per confezionare piccoli fuochi d’artificio per la gioia dei bambini.

 Wie wir im ersten Teil des Lycopodium clavatum gesehen ist eine kleine schleichende Strauch, der bis zu 30 Jahre alt werden können , erreichen eine Länge von + / - 30-50 cm. Es hat fadenförmige Blätter und Sommer bringt seine Sporangien , Röhrchen viel wie eine Zigarette zum Tragen .
In Tagen , wenn durch die Medikamente und der Arzt waren rar Sporangien gegangen , wurden gesammelt , wenn sie reif und trocknen gelassen . Nach ein paar Tagen in kleinen Büscheln genommen zitterte leicht, um ein weißes Pulver ungreifbar und sehr volatil ähnlich wie Talkum , indem umstritten und eher neugierig zu erhalten.
In der Tat, wahrscheinlich, weil es sehr ähnlich war, Talkumpuder , um zu verhindern ärgerlicher, als schmerzhafte Rötung der Haut " überzogen " oder eher " Spitze " auf den Windelbereich von Säuglingen .
Vom Arsch Babys Feuerwerk Sie ungläubig verlassen konnte , aber es ist so !
Das Pulver der Sporangien ist extrem leicht entzündlich und wird verwendet, um ein kleines Feuerwerk zur Freude der Kinder zu produzieren.

martedì 11 marzo 2014

Cervi nella neve - dei fratelli Tassainer (i Maxi)

L'immagine è stata scattata dalla frazione Battisti (Palù del Fersina) verso i canaloni del monte Stoker, le grandi nevicate di quest'inverno mettono a dura prova la resistenza fisica della fauna alpina.

mercoledì 5 marzo 2014

Il lago Erdemolo (ed il suo nevaio) Valle dei Mocheni.

veduta area 19 giugno 2003 foto
pubblicata da Manolo
sito meteotrentinoaltoadige.it forum
Nell’eco sistema alpino soprattutto i laghi di origine glaciale soffrono particolarmente le variazioni climatiche indotte dall’inquinamento atmosferico, ed il conseguente rialzo delle temperature globali ci porterà irrimediabilmente verso la scomparsa dei nevai ed al ritiro dei ghiacciai alpini. 
Da qualche anno assistiamo ad inverni “meno freddi”, la neve cade in abbondanza sopra una determinata quota mentre a 1600 - 1900 metri slm cade più pioggia che neve.
Inverni miti e pioggia in abbondanza sono anche le cause dell’innalzamento del limite boschivo delle latifoglie come possiamo verificare in tempi odierni, nella parte a monte del sentiero 325 SAT che porta al lago Erdemolo; su questo costone a quota 1900 slm sono spuntati da alcuni anni faggi. betulle e noccioli selvatici.

Foto pubblicata da Manolo luglio 2006
6 Agosto 2004 foto di Marco
Molti anziani del posto mi raccontano che una volta anche durante l'estate il nevaio del lago Erdemolo partiva poco sotto la cresta dello Seejoch e scendeva per quasi 500 metri a precipizio fin dentro il lago; era piuttosto largo e vantava uno spessore di circa tre - cinque metri.

In quest’ultimo ventennio il nevaio ha ridotto drasticamente la propria estensione, in giugno possiamo ancora vedere una grande quantità di neve nella conca di Erdemolo ma estati che spingono lo zero termico a tre o quattromila metri in quota minacciano irrimediabilmente la sopravvivenza di entrambi.            
Foto pubblicata da Manolo ottobre 2007
Foto di Cristian dal sito
meteonetwork.it settembre 2009
Sono elementi che dovrebbero farci riflettere su inquinamento e mutamenti climatici ma comunque sia, salire al lago di Erdemolo e godersi il panorama è una’esperienza gratificante per il corpo e la mente.   
Bauernhof Andrea.


(Le immagini sono liberamente tratte dal Web citando la fonte)                                 

lunedì 24 febbraio 2014

Carnevale Mocheno (2014)

Klich sull'immagine .....
Il tradizionale carnevale Mocheno a Palù del Fersina con la rappresentazione mascherata del vecio, la vecia ed il portatore di uova. 
(der Bètscho, de Bètscha der Oiartroger)

L'appuntamento per quanti desiderano vedere e conoscere la nostra cultura è in piazza a Palù del Fersina alle 14.30 circa il Martedì Grasso.



Palae en Bersntol. Es erneuert den Karneval Mocheno mit der Darstellung der Bètscho, der Betscha und der Oiartroger.  Der Termin ist für alle, die sehen und mehr über unsere Traditionen wollen, ist auf dem Platz in Palae bei etwa 14.30 am Faschingsdienstag.

giovedì 13 febbraio 2014

Lycopodium clavatum (1/3) Valle dei Mocheni

Nel periodo Devoniano 450 milioni di anni fa, sulla terra fecero la loro apparizione i Lycopodium parenti prossimi delle felci e degli equiseti ma dotati di tutt’altro aspetto. Erano piante d’alto fusto, potevano raggiungere i 30/40 metri d’altezza sfoggiando maestose chiome sempreverdi formate da foglie quasi filiformi; dei veri e propri giganti che in poche migliaia d’anni conquistarono l’intero pianeta diventando i padroni incontrastati del regno vegetale sulla terra. 
Il loro ciclo vitale però, era piuttosto breve e si esauriva in  25/30 anni circa; inoltre i Lycopodium raggiungevano la maturità sessuale solo a 10-15 anni dalla nascita e come possiamo intuire, il loro meccanismo riproduttivo era piuttosto lento quindi non esente dal pericolo di estinzione nell’atavica lotta per la sopravvivenza della specie.
Lycopodium Clavatum
Infatti, 300 milioni di anni fa, nell’era Paleozoica periodo Carbonifero le conifere fecero capolino sulla crosta terrestre. Erano piante rustiche e si adattarono velocemente a qualsiasi temperatura e latitudine. Vivevano più lungo dei Lycopodi,  e raggiungevano la maturità sessuale in pochi anni producendo semi molto resistenti al freddo e alla siccità. 
In queste condizioni i Lycopodi persero la supremazia territoriale e furono “battuti” dalle conifere ma come vediamo in seguito non vinti.
Nella continua evoluzione della specie i Lycopodi si adattarono ai nuovi arrivati riuscendo perfino a modificarsi strutturalmente; gli antichi giganti della terra in tempi odierni crescono sotto forma di piccoli arbusti striscianti nel sottobosco umido e fresco, all’ombra delle conifere.          (pubblicato per gentile concessione di Alberto Rossi)

In der Devonzeit vor 450 Millionen Jahren ihr Äußeres auf der Erde die Lycopodium nahen Verwandten Farne und Schachtelhalme, aber mit einem ganz anderen Aussehen. Sie waren groß Bäumen, könnte 30/40 Meter in der Höhe erreichen sportliche majestätischen immergrünen Laub fast fadenförmigen Blätter gebildet; wahre Riese in ein paar tausend Jahren eroberte den gesamten Planeten immer die unangefochtenen Herren der Erde . Die Lebensdauer war aber eher kurz und Sande in 25/30 Jahren oder so; Lycopodium erreichte auch die Geschlechtsreife in nur 10-15 Jahre nach der Geburt und wie wir uns vorstellen können, war ihre Fortpflanzungsmechanismus eher verlangsamen, so nicht von der Steuer befreit gefährdete nell'atavica Überlebenskampf der Arten. 
In der Tat, vor 300 Millionen Jahren, während der Karbonzeit Paläozoikum Koniferen spähte auf der Erdkruste. Sie waren winterhart Pflanzen und lebten länger als die Lycopodi, angepasst, schnell auf Temperatur-und Breitengrad, aber das Wichtigste, was sie erreicht die Geschlechtsreife in ein paar Jahren, produziert Samen sehr widerstandsfähig gegen Kälte und Trockenheit. In diesem Zustand wurden die Lycopodi von Nadelbäumen "geschlagen", aber nicht, wie wir später sehen, gewonnen. 
Im langsamen und anstrengenden Überlebenskampf der Lycopodi angepasst, um die neue Bedingung auch bauliche Veränderung, die alten Riesen in der Neuzeit in Form von kleinen Sträucher wachsen kriechend durch das Unterholz nass und kühl im Schatten der Nadelbäume. 

(Veröffentlicht mit freundlicher Genehmigung von Alberto Rossi) 

lunedì 27 gennaio 2014

Incontro ravvicinato 2 di Marco Tonini (Palù del Fersina)

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Tanta pazienza, ottima conoscenza del territorio,  molta testardaggine e un pizzico di fortuna; il risultato sono queste bellissime immagini di Marco Tonini scattate nei pressi della Busa del Karl.


venerdì 17 gennaio 2014

Il pino Cirmolo (4/5) - Zirbelkiefer Valle dei Mocheni

 - Mio padre tagliava i Cirmoli l’ultima luna calante d’inverno perché a suo dire, in quel periodo la pianta è più asciutta (contiene meno acqua) e nasconde in se una maggior quantità di olio essenziale -.  Camminava tra gli alberi con sguardo curioso e critico studiando le piante, le valutava per i rami ed il portamento, ne “leggeva” le micro linee verticali della corteccia e infine decideva -. Il tronco, una volta liberato dai rami veniva posizionato su dei ceppi  per sollevarlo appena dal suolo e lasciato a stagionare nel bosco per un anno intero; in questo modo anche la pinosilvina si sarebbe fissata maggiormente nei canali resiniferi del legno.
- Il profumo rilasciato dal legno di pino Cirmolo è indubbiamente dovuto alla presenza di “pinosilvina”, un essenza di olio etero prodotta dalla pianta per difendersi dal gelo intenso degli inverni alpini -.   
Trascorso questo periodo, sempre l’ultima luna calante d’inverno si trascinava il tronco a valle dritto in segheria; si tagliavano le assi che a loro volta, accatastate a dovere, dovevano “riposare” all'aria aperta per un altro anno.
Le assi di pino Cimbro “più profumate”, durante la stagionatura acquisiscono una sfumatura  appena rosata sul lato del taglio; questa leggerissima, quasi impercettibile variazione di colore sta ad indicare che il legname è stato ricavato da una pianta cresciuta a quota piuttosto elevata. Le successive fasi di lavorazione erano sempre molto curate, potrei affermare quasi delicate e portate a termine lasciando i manufatti rigorosamente “al naturale”. 

Il pino Cembro è vissuto per molti secoli in montagna prima di entrare nel cuore della nostra casa sottoforma di mobile o suppellettile; che sia avanzato un ritaglio, un ricciolo di piallatura o semplicemente segatura  avrà certamente un ulteriore impiego e non deve essere bruciato, non merita assolutamente questa fine.  

- Mein Vater schnitt die Pinien zuletzt abnehmenden Winter, weil nach ihm, zu diesem Zeitpunkt ist die Pflanze Trockner (enthalten weniger Wasser) und versteckt sich eine größere Menge an ätherischem Öl. Er ging unter den Bäumen mit neugierigem Blick und Kritiker Studium Pflanzen, für die Branchen ausgewertet und die Haltung, er Mikro vertikalen Linien Rinde "lesen" und schließlich beschlossen, -. Der Stamm, einst von den Ästen befreit wurde auf die Stämme gelegt, um sie knapp über dem Boden zu heben und nach links in den Wald ein Jahr reifen, während dieser Zeit auch die pinosilvina würden die meisten der Holz in den Kanälen resiniferi behoben haben. 
- Der Duft von Kiefern Cirmolo freigegeben ist zweifellos aufgrund der Anwesenheit von "pinosilvina" Wesen eines von der Pflanze, sich von der intensiven Kälte der Winter mit zu verteidigen, gerade Öl produziert -. 
Nach diesem Zeitraum immer der letzte Winter schwindet schleppte den Kofferraum nachgeschalteten gerade Sägewerk sie die Bretter, die wiederum musste "Ruhe" für ein weiteres Jahr zu schneiden. Die Fichtenbrettern Cimbro "duftenden", während der Reife erwerben ein rosa Schatten nur auf der Seite des Schnitts, diese leichte, fast unmerkliche Veränderung der Farbe zeigt an, dass das Holz aus einer Anlage in relativ hohen Anteil angebaut werden.  Nachfolgende Verarbeitungsschritte waren immer sehr genau, ich könnte sagen, fast zierlich und beenden lassen Artefakte streng "natürlich". 
Die Kiefer Cembro lebte seit vielen Jahrhunderten in den Bergen vor dem Eintritt in das Herz unserer Heimat in Form von Möbeln und Einrichtungsgegenständen, die eine erweiterte Zuschneiden, eine Locke von Hobeln oder Sägen einfach wird sicherlich eine weitere Verwendung und dürfen nicht verbrannt werden soll, hat es nicht verdient das ist absolut in Ordnung. 

giovedì 9 gennaio 2014

Le tre fave (leggende dell'Alta Valle dei Mocheni)

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C’era allora, c’era, c’era... una vecchia che aveva un mulino. Tutti dicevano che era una strega, o almeno così credevano, perché le sue ruote non si erano mai fermate e si diceva anche, che lei era legata a doppio filo con gli spiriti dell’acqua.
Una volta i carrettieri, per andare dalla Valle dei Mòcheni a Borgo a portar la roba, passavano da Palù, poi su fino al lago di Ardèmolo e giù dalla Portèla; ma da molti anni non ci passavano più. Molti carri, con buoi e tutto il resto, erano stati trasformati, per incantesimo delle acque del lago, in sassi. Ed è per questo che, se voi andate oggi al Lago di Ardèmolo, trovate sulla riva molti sassi, grandi come carri. Orbene, a quei tempi viveva un giovane che faceva il carrettiere, doveva andare a Borgo, e non aveva nessuna voglia di farsi la strada più lunga. Allora andò dalla molinara, che tutti credevano una strega, e gli chiese aiuto.
- Ohi, molinara, son qui per chiederti aiuto -, disse il giovane. - Tutti dicono che tu sai tutto, e allora dimmi, come faccio a passar da Ardèmolo senza che i miei buoi diventino di sasso? -
- Tu mi stai simpatico caro mio - disse la vecchietta con grande sospiro, e aggiunse - ascolta bene, quello che ti dico. Prendi con te tre fave, ma bada bene, devono essere una rossa, una bianca e una nera. Se vedrai fermarsi i tuoi buoi e mutare in pietra, imboccali con le prime due fave, quella rossa e quella bianca, poi mangia quella nera e forzali a camminare con il pungolo-.
Il giovane si procurò le fave, caricò il carro attaccò i buoi e si mise in cammino.
Arrivato nei pressi del lago, i due buoi cominciarono a rallentare e fermarsi, come se avessero già le zampe di pietra. Svelto svelto, il ragazzo diede a loro da mangiare le due fave e mangiò la terza, quindi cominciò a bastonarli gridando: - Uhh! Moro… Uh! Brun, che avén magnà tre fave sul digiùn! - L’incantesimo si ruppe, i buoi ridiventarono di carne e mossero avanti, trascinando il carro fino a Borgo.
 tratta da: “Fiaba-Leggenda dell’Alta Valle del Fèrsina” di Giuseppe Šebesta

mercoledì 1 gennaio 2014

I Cantori dela Stella

Dal tramonto a notte fonda dell'ultimo giorno dell'anno e nella serata dell'Epifania; si va di casa in casa da un maso all'altro, con la neve la pioggia o al chiarore delle stelle, incuranti del freddo e della fatica i Cantori portano la tradizionale Stella con grande devozione e indubbia tenacia. Un'antichissima  tradizione che fonde sacro e profano trasformando questi momenti di canto in qualcosa di surreale, sospeso fra mitologia e storia, passato e presente, la vita e la morte.  
- Durante il periodo natalizio, nel corso di alcune serate fissate dalla tradizione, nei paesi di Palù del Fersina e di Fierozzo si svolge il rito della Stella -.
I cantori - portano una grande Stella fissata tramite un perno in cima a un lungo bastone - intonano ad ogni abitazione dei tradizionali canti epifanici, in italiano o in latino. Nel gruppo non vi sono ne croci e nemmeno sacerdoti ma un incaricato si assume il compito di raccogliere offerte per la celebrazione di S. Messe in suffragio delle Anime dei defunti del paese o per le necessità della Chiesa.
I due paesi della Valle costituiscono sicuramente una delle aree dove il canto della Stella - un tempo diffuso su tutto l’arco alpino - ha mantenuto la tradizione del rito paraliturgico con i tratti della continuità e regolarità nel corso dei secoli.
Le famiglie aspettano con trepidazione l’arrivo del gruppo con la Stella, che costituisce anche un momento di raccoglimento e del riemergere dei ricordi e delle nostalgie 
dell’anno -.

Le serate dedicate al canto della Stella a Palù sono due: la sera di S. Silvestro iniziando dalla chiesa di Palù dopo la messa pomeridiana, e la serata dell’Epifania con partenza dall'agritur Scazerhof verso le 16.