lunedì 30 giugno 2014

Valle dei Mocheni, cumino dei prati.

klich sull'immagine per ingrandire
Il Carum Carvi o cumino dei prati è una pianta antichissima dalle incerte origini, pensate che alcuni “frutti” (perché i piccoli semi scuri rilasciati dai fiori non sono altro che dei veri e propri frutti) sono stati ritrovati vicino a focolai preistorici e perfino nelle tombe dei faraoni egizi. Da non confondersi con il seme di Cumino originario dalla città di Kermat nell’antica Persia che simile nella forma vanta un gusto molto diverso per gli oli essenziali che contiene.
Verso la fine dell’estate procuratevi alcuni fiori e seccateli al sole per qualche giorno, quindi sbatteteli delicatamente e raccogliete i piccoli e minuti frutti che potranno essere utilizzati nella preparazione di focacce, pane o per insaporire le patate lesse.

Con un litro di grappa, 300 grammi di zucchero e 50 grammi di semi si prepara un liquore digestivo detto Kummel. Lasciare i semi a macerare nella grappa per circa 20/30 giorni, quindi filtrare, aggiungere lo zucchero e lasciate riposare per qualche giorno. Il digestivo è pronto.

giovedì 19 giugno 2014

Valle dei Mocheni, il legno e la pietra.

Due materiali fondamentali nella vita rurale montana erano (ed ancora oggi sono) il legno e la pietra per una ragione molto semplice, si trovavano disponibili in grande quantità nel proprio territorio.
Una pietra scolpita dalla natura in un certo modo, ad un occhio esperto ne indicava un preciso impiego dato indubbiamente dalla forma e dal peso. 
Stesse ragioni per un tronco il quale, una volta abbattuto veniva sfruttato valutandone la sua struttura, il diametro e non ultimo il grado di resistenza all’usura.   
Queste antiche ciotole ricavate da un pezzo unico di legno venivano utilizzate per impastare la pinz l’antico pane Mocheno ma anche, come piatto comune dal quale “si mangiava” in due o più persone, ogni una con il proprio cucchiaio sempre di legno. 
La pietra scavata dell’ultima immagine (trovata come ornamento in un piazzale di porfido) mostra i segni lasciati da innumerevoli anni di “macinazione” casalinga. Con un sasso arrotondata di piccole dimensioni probabilmente recuperata in un torrente, si macinavano piccole quantità di sale, orzo, segala …..

lunedì 9 giugno 2014

La Notte dei Fuochi (breve storia di una tradizione quasi dimenticata)

Immagine tratta da: infoaltapusteria
Molti studiosi sostengono che “la notte dei fuochi” un tempo diffusa su tutto l'arco alpino e festeggiata prevalentemente in giugno, affondi le proprie radici storico culturali in antichissimi riti pagani dedicati probabilmente al Dio Sole. 
Nel Tirolo si celebra ufficialmente per motivi storico religiosi dal lontano 3 giugno 1796, sembra su indicazione dell’abate Sebastian Stöckl (abbazia di Stams) il quale, visto il traballante periodo storico che viveva il Tirolo di quegli anni, propose di “affidare” questa terra alla protezione divina del Sacro Cuore di Gesù.
In Alto Adige dopo la vittoria degli Schutzen guidati da Andreas Hoffer sulle truppe napoleoniche nel 1809, “la notte dei fuochi” oltre ad un significato rurale - storico - religioso assume anche quello di “liberazione dall’invasore” come la notte dell'11 giugno 1961 quando l'Alto Adige venne sconvolto dalla Feuernacht”  ma questa forse, è un'altra storia.
In valle dei Mocheni l’appuntamento con i fuochi notturni è nella notte di San Pietro e Paolo verso la fine di giugno.