lunedì 30 marzo 2015

Il Brivido - (Mario Rigoni Stern)

Domando tante volte alla gente: 
avete mai assistito a un’alba sulle montagne?
Salire la montagna quando è ancora buio e aspettare il sorgere del sole. È uno spettacolo che nessun altro mezzo creato dall’uomo vi può dare.  
A un certo momento, prima che il sole esca dall’orizzonte, c’è un fremito. Non è l’aria che si è mossa, è un qualche cosa che fa fremere l’erba, che fa fremere le fronde se ci sono alberi intorno, l’aria flessa, ed è un brivido che percorre anche la tua pelle.  E per conto mio è proprio il brivido della creazione, che il sole ci porta ogni mattina. 


estratto da: RITRATTI Mario Rigoni Stern (1999)

martedì 10 marzo 2015

Fiabe nella stube (di Giuseppe Bepy Andreatta).

Al suo attivo un libro di fiabe pubblicato dall’Istituto Culturale Mocheno parliamo di Giuseppe Andreatta residente a Palù del Fersina che si ripresenta ai suoi piccoli lettori con un nuovo e interessante racconto. 
Le sue storie prendono vita dall’esperienza che proprio lo scrittore ha maturato con l’arrivo della figlia Teresa,
- … dai papà leggimi una storia … - 
ma c’era un problema, se il padre leggeva con la luce accesa la bimba non si addormentava e allora, spegnendo la luce papà Giuseppe diede libero sfogo alla sua fantasia.

Le rose di Ginevra
In un caldo pomeriggio d’estate, mamma papà e la piccola Ginevra si gustavano un buon gelato all’ombra di un gazebo. Parlando del più e del meno vicino a due piante di  rose che sovrastavano un piccolo arco improvvisamente la bimba chiese: - quando avete comprato quelle piante dai colori così belli e con questo profumo intenso? -.
I genitori la guardarono ed il babbo rispose: - eri piccola quando le abbiamo acquistate in una serra, almeno 5 o 6 anni fa. Quella volta di piante ne avevamo viste tante di varie specie e colori ma la pianta rossa, che oggi è anche la più grande, era messa davvero male. Mi ricordo che quando l’hai vista ti dispiaceva così tanto che ti sei messa a piangere proprio sopra il vaso annaffiandolo con le tue lacrime.
Il padrone della serra vedendoti così triste disse: se vuoi te la regalo! Forse con un po’ di cure si rimetterà! A quel punto l’abbiamo presa acquistandone anche una di colore bianco. Per qualche mese le abbiamo tenute in casa curandole amorevolmente. L’anno successivo le abbiamo messe a dimora piantandole una a destra e a l’altra a sinistra del vialetto che porta al gazebo.
Purtroppo dopo qualche tempo la rosa bianca iniziò a perdere molte foglie ed un giorno vedendola così sofferente ti sei emozionata a tal punto che hai pianto anche questa volta sopra il vaso. Le tue lacrime hanno bagnato le radici della pianta che come per magia, da quel giorno iniziò a riprendersi. Qualche giorno dopo ho costruito un arco di legno in modo che le rose si potessero arrampicare ed oggi si vede il risultato; tu sei cresciuta sana e carina e certamente grazie alle tue lacrime oggi possiamo ammirare le rose  mentre mangiamo un ottimo gelato -.