venerdì 18 novembre 2016

Apicoltori del terzo millennio? Pastori di arnie.

Una transumanza notturna di migliaia di alveari si mette in moto quando sbocciano i fiori. A trasportarli sono i paladini delle api, apicoltori e apicoltrici che spostano le arnie da un campo coltivato all'altro durante le fioriture. Sono loro i protagonisti di una pratica indispensabile alla produzione di cibo e alla sopravvivenza degli impollinatori. Un nomadismo che fino a qualche decennio fa poteva sembrare folcloristico. Ora che la popolazione mondiale delle api registra anno dopo anno un drammatico declino sta diventando invece un lavoro indispensabile per arginare i rischi di gravi ripercussioni sulla qualità e la quantità dei raccolti e, in ultima analisi, sulla possibilità che il Pianeta abbia cibo a sufficienza per sfamarsi. Secondo un recente studio, la quantità di specie di invertebrati impollinatori, in particolare api e farfalle, minacciate di estinzione è cresciuta del 40%. E l'associazione per la ricerca sulle api Prevention of honey bee COlony LOSSes ha valutato che in 31 paesi del mondo, il tasso di mortalità invernale delle colonie di api tra il 2014 e il 2015 ha oscillato tra il 5% e il 25%. "Se un giorno le api dovessero scomparire, all'uomo resterebbero soltanto quattro anni di vita". La citazione attribuita ad Einstein probabilmente è falsa, ma rende perfettamente l'idea sulla posta in palio. (...)

Estratto dalle inchieste di repubblica questo bellissimo articolo che paragona gli apicoltori ai pastori, da leggere ecco il link: - Inchieste di Repubblica