lunedì 28 maggio 2018

E-bike MTB fra divieti e politica 3° parte

Immagine del sito asarva.org
Quante piste ciclabili ci sono a Trento, Rovereto, Ala; Mezzolombardo, Cles ecc. ecc. che portano i ciclisti in sicurezza fin davanti a scuole o asili? Quante ne esistono che dalle periferie arrivano fino in centro, in sicurezza con corsia preferenziale? Visto quanto costa una bici per non parlare di una e-bike quanti parcheggi custoditi a pagamento ci sono solo per biciclette? Quanto investono le nostre amministrazioni cittadine per spingere la collettività ad usare la bicicletta?
Sono domande importanti e penso che molti lettori abbiano già le risposte.
la pista ciclabile Trento nord usata come parcheggio
Certamente molto è stato fatto ma non abbastanza, e infine si scade nel grottesco; possiamo andare in bici in città poco e male e cosi le amministrazioni pubbliche vietamo la circolazione dei biker anche su strade e sentieri di montagna. A questo punto possiamo affermare che la politica nostrana non ha saputo intercettare a tempo debito le esigenze  di una mobilità urbana ed extraurbana a pedali.
 Non basta pitturare qua e la di rosso ocra una parte di qualche marciapiede e dire ciclabile!! Ci vuole serietà e impegno da parte di chi governa.
La casa tedesca Bosch produttrice di motori elettrici per e-bike, ha svolto uno studio relativo alla distanza casa-lavoro dei cittadini tedeschi e ne è uscito, che il 60% non percorre più di 10/12 km al giorno.
 Link -  Bosch e-bike system     Link: escursioni in e bike MTB
(parte 3)

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