Il Carnevale Mocheno a Palù del Fersina, “bètscho, de bètscha, der òiartroger”

- Queste antichissime tradizioni rurali, la Stella e il  carnevale Mocheno non sono state rispolverate o rivisitate a scopo turistico come troppo spesso accade in altri luoghi, anzi! Con grande volontà vengono mantenute “vive” e tramandate alle future generazioni dalla popolazione locale per avvalorare e accrescere un senso di “appartenenza culturale e legame con la terra” che altrimenti si perderebbe per cento o mille ragioni moderne, lasciando solo labili e confusi ricordi nella nostra memoria. (nds) -




Personaggi (il vecio, la vecia e il portatore di uova)
Le caratteristiche principali del costume del bètscho sono: un copricapo di pelle di capra terminante a due punte con pennacchi e campanellini, e un camicione di canapa bianca fermato in vita da un cinturone di cuoio che permette di trattenere una vistosa “gobba” formata da fieno. Der bètscho e de bètscha hanno il viso interamente coperto di nero e  cappellino in testa. Der òiartroger (il raccoglitore delle uova) indossa un vestito festivo scuro con qualche ornamento, sulle spalle porta una cassetta kraks dove vengono riposte le uova; è chiamato anche teit, ossia padrino.


Svolgimento          
I Coscritti con il particolare copricapo.
Il pomeriggio del martedì grasso, i tre personaggi iniziano la vestizione nel maso più alto del paese il Vròttn e subito cominciano il loro percorso che gli porta di maso in maso a "seminare fertilità e abbondanza”. I due tendono a spostarsi da un maso all'altro di corsa con grandi balzi e capriole, mentre il terzo gli segue a distanza camminando lungo i più comodi sentieri raccogliendo dalle famiglie le offerte in uova.
Un momento importante del rituale è la morte simulata del bètscho e della bètscha.

Con il bètscho a terra, la bètscha procede alla lettura del testamento, questo si ripete per la morte della bètscha. Nel testamento sono chiamati in causa i coscritti e le coscritte di tutto il paese; de bètsche, i vecchi assumono quindi il ruolo di genitori di tutti i ragazzi della comunità. La lettura del testamento suscita grande attenzione e ilarità, perché avviene una sorta di gioco di inversione dei ruoli, dove il patrimonio della famiglia della ragazza viene lasciato al ragazzo e viceversa, sovvertendo le tradizionali regole di successione.

Subito dopo vengono offerte le torte preparate dalle ragazze della località, presso la quale la sera precedente sono state anche raccolte informazioni per la stesura del testamento.
Il corteo carnevalesco termina al tramonto con il rogo del fieno della gobba del bètscho e delle carte dei testamenti. Tutta la comunità festosa si reca quindi in un prato chiamato Schèrzerbis, dove si brucia un enorme falò vòschn preparato precedentemente.
(descrizione estratta dal sito bersntol.it)