Palù del Fersina, Palae en Bersntol, le origini.


Il toponimo Palù indica la presenza sul territorio di moltissima acqua di sorgente o meno ed è un toponimo probabilmente derivato dal fatto che i due lati orografici del comune sono solcati da innumerevoli rigagnoli e torrenti  i quali, in tempi remoti, nei periodi grandi piogge straripavano e trasformavano i prati circostanti in temporanee paludi.
Il Fersina è il torrente omonimo che nasce proprio sulle montagne sovrastanti il nostro paesino; dalla parola Fersina possiamo estrarre la desinenza “ferro” e questo potrebbe indicare l’antica e ormai esaurita attività mineraria presente in tutta la Val del Fersina o Val dei Mocheni.  

Roncadores (colonizzatori) e Knappen (minatori di professione), stanziali i primi poco propensi a mettere radici i secondi la storia del nostro paese inizia verso la fine del primo millennio con questi personaggi che si sono intrecciati in fasi temporali alterne nelle loro attività.

I Roncadores in sostanza erano contadini agricoltori per la maggior parte di origine Tirolese ai quali i Principi Vescovi o le facoltose e ricche famiglie dell’epoca (siamo intorno all’anno 1000 d.c.) come i Signori di Caldonazzo, i Conti del Tirolo e i feudatari del castello di Pergine, (famiglia Da Scena), ingaggiavano agricoltori detti appunto Roncadores, a assegnavano loro dei terreni montani per lo più boscosi e improduttivi da bonificare, per trasformarli in campi coltivabili o prati per il pascolo del bestiame. In cambio ai Roncadores veniva chiesto un affitto annuale e parte del loro raccolto, inoltre veniva concessa loro la facoltà di costruirsi casa  e pertinenze agricole per meglio lavorare il terreno ed è in questo modo che sono nati i primi insediamenti rurali stabili a Palù del Fersina.
Le varie frazioni che formano il paese riportano i cognomi in dialetto locale e italiano dei colonizzatori che molto tempo fa si erano insediati in zona; ad esempio Batistler (Battisti), Stefener (Stefani), Lenzar (Lenzi) ecc. ecc.


L’attività mineraria pur essendo stata presente in loco molto prima dell’avvento dei Roncadores, ma in forma piuttosto sporadica, prende vita verso il 1200 d.c. e nella valle affluiscono in gran numero i Knappen di origine Austro-Bavarese.
Se ai Roncadores  servivano masi, fienili e stalle per la loro attività agricola ai Knappen bastavano dei luoghi dove ripararsi riposare e rifocillarsi in quanto il materiale estratto prendeva la via del fondo valle per essere lavorato. Nell’intrecciarsi di queste attività così lontane fra di loro ma pur sempre svolte da uomini con identiche esigenze appare logico pensare che i Knappen, per forza di cose, si fermarono sul territorio dando vita a degli insediamenti civili instaurando con i Roncadores un commercio basato soprattutto sul proprio approvvigionamento alimentare.

Per circa 400 anni i Knappen lavorarono intensamente nelle miniere ma poi, inesorabilmente gli eventi storici e religiosi, la scoperta di ricchi filoni metalliferi in Europa centrale e non ultimo il parziale esaurirsi delle risorse estrattive affievolirono l’attività mineraria fino a farla scomparire del tutto all’inizio del 19 secolo.
Verso l’inizio del 1700 considerando la crisi mineraria e l’economia agraria locale basata più sull’autosufficienza che sul commercio dei prodotti agricoli i rappresentanti dell’Impero Austro Ungarico rilasciano agli abitanti della valle una "licenza" per esercitare il commercio ambulante nel territori dell’Impero Asburgico. Tale attività veniva svolta dai Krumer o Kromeri altro non erano che contadini i quali, nel periodo invernale si trasformavano in commercianti ambulanti. Di seguito la spiegazione del Krumer come si trova nel nostro sito Culturale Mocheno:

- Il venditore ambulante krumer lascia la valle nel mese di novembre alla volta delle cittadine del vecchio Impero Asburgico (per limitare l’area dopo il 1918 al solo Sudtirolo) dove acquista merci - che variano a seconda dei periodi, dalle suppellettili agli oggetti per il confezionamento del vestiario, alle stoffe, ecc. - da rivendere nelle campagne. Il ricovero è presso famiglie o pensioni e il ritorno a casa avviene in primavera.
Nei periodi più difficili la pratica funge da sfogo per decine di famiglie, che possono così integrare il reddito famigliare o acquistare qualche appezzamento di terreno aggiuntivo.
Notevole è il contributo che il
 krumer nel corso dei secoli e fino ad oggi porta anche in termini culturali e linguistici (il commercio si svolgeva soprattutto in terre di lingua tedesca) importando ad esempio le novità, il modo di vestire, le canzoni, i balli, ecc. -

In mille anni di storia il paesino di Palù del Fersina vide nascere e intersecarsi l’attività agricola, quella mineraria e del commercio ambulante ritornando in tempi relativamente moderni alla sua antica vocazione agraria, introducendo in quest’ultimo decennio il turismo rurale.
Oggi le vecchie discariche minerarie sono state ricoperte dalla vegetazione e il nostro paese appare tranquillamente immerso in un contesto di prati, boschi lussureggianti ai quali le montagne del Lagorai fanno da cornice.
Tuttavia non abbiamo scordato il nostro passato di Knappen, Roncadores e Krumer, nella nostra valle si parla correntemente un antico dialetto tedesco di probabile derivazione Bavarese detto Mòcheno
 Come di origine d’oltralpe sono molti cognomi, i costumi e tante tradizioni locali a tal punto che la Val del Fersina o Val dei Mocheni è  riconosciuta come “Isola appartenente alle minoranze linguistiche ed etniche” in Italia ed Europa.
Palù del Fersina inizio 1900  foto archivio Atwanger Museum

In tempi odierni esistono ancora dei venditori ambulanti locali che si spingono nelle valli Alto Atesine e fin ai masi più remoti del Tirolo, della Zillertal ecc. ecc. 
Ancora oggi nei masi di agricoltori locali troviamo delle bacheche che mostrano splendidi minerali di quarzo, auricalite, pirite ecc. ecc.  ed è abbastanza facile, camminando sulle nostre montagne, imbattersi in antichi imbocchi minerari; muti testimoni della nostra secolare storia.

Vedi anche: Palù del Fersina Amarcord