"Pietre, fuoco e metallo".

Premessa 
Molte notizie  riportate sotto provengono dal libro, ” L’arte mineraria e la sua memoria in Trentino” edito da Pubblistampa Edizioni scritto da Paolo Zammateo al quale vanno i miei più cordiali ringraziamenti per il prezioso lavoro svolto.

Dobbiamo tenere presente che nel periodo di intenso sfruttamento minerario locale 1200 – 1600 d.c. circa il potere politico e religioso era saldamente in mano a nobili famiglie imparentate o di origini Tirolese - Bavarese, logico quindi supporre che, la maggior parte dei minatori confluiti in valle appartenessero alla stessa cultura. In secondo luogo le manovalanze metallurgiche dell'Europa Centrale erano in possesso di una raffinata tecnica nella fusione e lavorazione dei metalli
Il lavoro in miniera era complesso e molto articolato; nelle seguenti righe prendiamo in esame le varie figure che si trovavano, di volta in volta,  a lavorare sulla “vena” estrattiva principale ed in seguito all’esterno.

La Confraternita mineraria detta “Werche” era una società nella quale non esisteva uno statuto con valore giuridico ma si basava piuttosto, su di uno spirito di collaborazione reciproca e si inquadrava in una “congrega” che poteva dissolversi o acquisire soci anche durante lo scavo.
I soci e nello stesso tempo minatori erano i “werchi” o “knappen” lavoravano su di un campo minerario ben limitato dalle autorità detto “schermzone”o “mons”.

Nella miniera i semplici manovali erano gli lehenhauer che in linea di massima piantavano impalcature e costruivano canali di scolo per l’acqua, inoltre, trasportavano  all’esterno materiale scavato dagli  herrenhauer e cioè i mastri minatori.
Dal cunicolo al pozzo minerario e così chi lavorava sullo scavo in galleria detto “xafum” era chiamato “xaffar”; nei pozzi inquadrati genericamente nella parola “xufus” lo scavo veniva chiamato “xenchlok” mentre il minatore addetto era lo “xenkare”. Chi faceva fuoco direttamente sulla vena mineraria era il “kenner” metodo primitivo per penetrare nella roccia ma molto efficace.
  
All’esterno della miniera i cernitori di materiale detti “xauber” mentre i “wassar” erano coloro che lavavano il materiale selezionato infine, gli “smelzer” e cioè i fonditori alla fornace.
Lo “Scaffar” ovvero "l'intermediario" era colui che si occupava del trasporto e del commercio del minerale estratto, inoltre, manteneva rapporti con gli esattori minerarie e i concessionari dello scavo.

Nomi e parole di chiara assonanza germanofona in parte desunti e storpiati dal latino che ancora oggi possiamo ritrovare nella toponomastica e nei cognomi locali. A solo titolo di curiosità i “Visintainer” erano i commercianti veneziani di metallo grezzo che gravitavano intorno alle miniere cercando di instaurare contatti diretti con i minatori per acquistare esclusivamente da quest’ultimi il metallo semi lavorato scavalcando il diktat dello “Scaffar” trasformandosi praticamente in contrabbandieri. Altra curiosità erano i “froner” e cioè gli esattori del “fron” antica tassa mineraria.

Per quasi quattro secoli, (dal 12 al 15 secolo d.c.) si è intensamente estratto e lavorato metallo con un metodo rimasto immutato da un millennio, mentre l’enorme giro d’affari dato dal minerale creava una struttura giuridica esterna alla miniera che coinvolgeva troppe figure fra controllati e controllori, mercanti, intermediari, giudici ed esperti minerari, esattori  ecc. ecc. soggetti che fecero aumentare i costi e la burocrazia di conseguenza le tasse minerarie.
Verso l'inizio del 15 secolo i minatori  intuiscono che il loro status sociale e interesse economico perde importanza e nel tentativo di salvaguardare i loro diritti fondano le “Compagnie Minerarie”. Molto simili a delle odierne cooperative purtroppo senza una struttura organizzativa tale da poter influenzare il mercato, i loro guadagni e gli scambi economici logistici specifici di una miniera.
 
Inoltre, dopo un lungo periodo di sfruttamento anche il minerale inizia e venire meno, e così con l'intento di giustificare l'improvviso esaurirsi di alcune vene minerarie nascono "credenze" simil o pseudo religiose che tirano in ballo spiriti maligni, diavoli, gnomi e caproni neri come indiscussi responsabili. Sortilegi e magie entravano nelle miniere facendo fiorire leggende che ci raccontavano e ancora oggi ci descrivono minuziosamente favolosi quanto inarrivabili tesori nascosti nelle più recondite viscere della terra.
Per i Roncadores locali il territorio era una preziosa risorsa da preservare ma le discariche aumentavano di volume mangiandosi interi costoni montani, mentre gli alberi, e cioè il legname, utilizzato sia nelle miniere dai carpentieri che nelle fornaci di fusione scarseggiava.
Questa situazione diede origine a molte “beghe” fra Roncadores locali e “Confraternite Minerarie” in fondo, possiamo capire che 300 anni di sfruttamento intensivo del territorio in una piccola valle come la nostra riducono indiscutibilmente le risorse naturali.
Sono le prime avvisaglie di una crisi estrattiva che esploderà nel 17 secolo.


La crisi mineraria, le cause, la fine di un epoca.
La crisi estrattiva non fu strettamente legata alla domanda e offerta del mercato minerario anzi, è da ricercare nell’evolversi del contesto economico, storico, sociale, religioso locale ed Europeo. In secondo luogo dobbiamo considerare che i minatori erano soggetti piuttosto religiosi vuoi per il tipo di lavoro che facevano - vedono gli alberi dalle radici e lavorano in un mondo oscuro  - scriveva il giudice minerario di Pergine nel 1532.

(la causa economica) All’inizio del 1500 d.c. investire in una miniera alpina, considerate le ragioni sopra esposte era diventando un lusso insostenibile anche per i più facoltosi reggenti dell’epoca a meno che, non fosse ben chiaro quanto profitto si sarebbe ricavato. In effetti analoghi riscontri di crisi estrattiva si ritrovano disseminati un pò in tutto il Trentino. (Cinquevalli, Faedo, Calisio ...)

(la causa sociale - religiosa) Nel 15 secolo nasce la teoria dell'Umanesimo che, in parole povere, poneva la persona al centro della vita sociale e politica attribuendo al suo lavoro la massima importanza. L'Umanesimo sosteneva il diritto di ogni individuo a realizzarsi nel mondo con e per le proprie capacità, ideale in netto contrasto con la teologia religiosa cristiana dell'epoca che poneva la vita come “passaggio” per una futura felicità ultraterrena. Da dire che questo "nuovo pensiero" ebbe profonda influenza non solo nelle società minerarie ma in tutta Europa dove Martin Lutero avvia la riforma protestante che sfocierà nel Concilio di Trento nel 1545 e molto oltre. 

(cause storiche) Nel 1492 Cristoforo Colombo scopre l'America ampliando incredibilmente le nostre conoscenze terrene distruggendo in un sol colpo teorie religiose e scientifiche che sostenevano tesi opposte. La scoperta di nuove ricchezze minerarie nel nuovo continente darà il colpo di grazie alle quasi esauste miniere locali. Tuttavia sullo Schneeberg viene trovata una vena argentifera quantificata all'epoca in almeno 400 libbre, ed altre miniere relativamente più "facili da abbordare" vengono scoperte in Europa Centrale fatti che indurranno molti Werchi ad emigrare verso altre realtà.

Tramonto sulla val del Fersina,
(cause locali) In una piccola area come la Val del Fersina gli avvenimenti sopra citati arriveranno con un certo ritardo, ma si devono sommare ai problemi locali già menzionati sopra; in effetti la crisi estrattiva è da collocare nel corso del 17 secolo.
Dobbiamo sapere che in quel periodo anche il lavoro di Knappen non coinvolgeva più decine di manovalanze a tempo pieno, in realtà risulta abbastanza certo che nei periodi invernali l’attività estrattiva calasse enormemente la produzione, inoltre, molti Knappen esercitavano tale lavoro solo per alcuni anni dedicandosi poi, ad altre attività.

Dall’età del Bronzo Medio (XII a. c. forni fusori del Passo Redebus) e per quasi tutto il Medio Evo i nostri antenati, a fasi temporali alterne, hanno cercato, estratto, fuso prezioso metallo in Val del Fersina; un percorso storico tra "pietra, fuoco e metallo" durato oltre 2500 anni che si smorzerà nel 18 secolo, periodo nel quale, rimanevano solo poche miniere attive in valle.
Tutte cessarono definitivamente l’attività nei primi anni del 1900.